America', facce Tarzan
Ovvero qualcuno l’ha fatta fuori dal vasino
Nella puntata del 21 ottobre a Ignoto X, Marzio Capra ha perso l'occasione di chiudere la polemica con Francesco Maria Avato e Matteo Fabbri, indicando dove, quando e in quale documento fosse attestato che i due consulenti di Alberto Stasi avessero visto gli elettroferogrammi negativi del 20 settembre 2007; incalzato da Pino Rinaldi e Francesco Borgonovo, ha invece spiegato di ricordarli, di avere ricostruito la propria memoria attraverso il riesame delle carte e di presupporre che gli fossero stati mostrati alla firma dei verbali.
Dopo aver attribuito ai colleghi distrazione e incompetenza, le granitiche certezze di Capra si sono ridotte a una presunzione, fondata su una sottoscrizione che considera sufficiente a dimostrare la conoscenza di risultati mai identificati nell'atto.
Come comprenderebbe chiunque abbia superato un corso elementare di italiano, il verbale del 24 settembre attesta che Alberto Marino aveva fatto prendere visione ai consulenti dei risultati sinora ottenuti, senza precisare quali fossero.
Siamo al livello B1, the pen is on the table, non occorre una laurea in genetica forense per distinguere una formula generica da un elenco di accertamenti e quando Rinaldi glielo ha ricordato, Capra pur rispondendo ha ragione, ha ragione, è tornato a insistere che chi aveva firmato non poteva non sapere, what's on the teibol, proprio.
Per giustificarsi ha richiamato le consuetudini del 2007, quando ci si fidava dei colleghi senza verbalizzare ogni dettaglio, mentre oggi si pretenderebbe persino il numero delle corse e le relative date.
Insomma, il vizio di scomodare il mos maiorum è ormai prassi consolidata, mancano soltanto i trovatori provenzali che, accompagnandosi con la viella, tramandino ai posteri le gesta degli elettroferogrammi scomparsi. Peccato che la tradizione orale abbia ceduto da secoli alla documentazione scritta, circostanza della quale anche gli specialisti dell'arrampicata su superfici riflettenti dovrebbero prendere atto.
Capra ha quindi tentato di rifugiarsi nei verbali del 25 e 26 settembre, richiamando la richiesta di Fabbri di conoscere le date delle corse elettroforetiche, peccato però che neppure quel passaggio identifichi i due negativi, mentre il giorno successivo risulta documentata la presenza di Capra, non quella dei consulenti della difesa.
E, di nuovo, peccato che proprio il 25 settembre la difesa avesse lamentato per iscritto la mancata comunicazione della prosecuzione degli accertamenti del 20 e 21 settembre, contestazione contemporanea ai fatti poco conciliabile con la pretesa conoscenza condivisa.
Borgonovo gli ha ripetutamente chiesto se fosse disposto a confermare le proprie affermazioni davanti a un pubblico ministero, e Capra ha preferito parlare di firme, procedure e irrilevanza scientifica dei negativi, ammettendo di ignorare se fossero stati comunicati alla Procura e che cosa Avato e Fabbri avessero riferito a Giarda e chi se ne importa se nel frattempo Marino non ha confermato con certezza l'avvenuta esibizione e la Procura di Pavia ha segnalato l'assenza dei tracciati dagli atti processuali.
La ricostruzione di Capra ha peraltro conosciuto una discreta evoluzione, dalla tesi del 29 settembre, secondo cui i negativi risalivano al 10 e gli altri avevano confuso run date e date modified, alla dichiarazione del 2 ottobre a Quarto Grado, quando sosteneva di averli visti il 24 insieme agli altri consulenti, liquidando Fabbri con un ripetuto sarà stato distratto, fino al 21 ottobre, con memoria ricostruita e presuppongo. Una progressione che meriterebbe un elettroferogramma tutto suo.
Quanto all'irrilevanza scientifica, il 19 settembre il campione bu_p aveva restituito il profilo attribuito a Chiara Poggi, mentre due corse successive non avevano prodotto picchi utili, discordanza ritenuta meritevole di approfondimento anche da Previderè e Grignani, pur favorevoli all'attendibilità del positivo. Già Garofano, nella relazione del 12 dicembre 2007, riconosceva che sui pedali non era stata dimostrata la presenza di sangue, salvo giudicare molto ragionevole il trasferimento ematico dalle scarpe dell'assassino; l'OBTI negativo del 20 settembre, emerso nel 2026, rende ancora più interessante questa trasformazione delle ipotesi in certezze.
Capra aveva trovato utile irridere la preparazione di Fabbri, contrapponendo ai sei mesi trascorsi dalla sua laurea i propri quattordici anni d'esperienza, scherzando sulle prospettate iniziative legali come occasione per procurarsi una pensione integrativa.
Mi piace sottolineare che Fabbri ha conseguito un dottorato, pubblicato lavori scientifici e ottenuto l'abilitazione nazionale alle funzioni di professore associato; Capra, invece, è il dottor Capra. Gne gne gne.
Fabbri, intervenuto il 13 ottobre a Ignoto X, aveva respinto quelle considerazioni, annunciando iniziative insieme ad Avato e auspicando l'intervento dell'Ordine Nazionale dei Biologi e della società scientifica dei genetisti forensi, precisando inoltre quali tracciati ricordasse di aver visto il 24 settembre.
Dopo aver distribuito giudizi sull'incapacità altrui, Capra dovrebbe assumersi la responsabilità delle proprie affermazioni, anziché trasformare una presunzione nella prova della negligenza dei colleghi; perché vede, dottor Capra, non ci si può fidare di chi impartisce lezioni a tutti, confonde ciò che ricorda con ciò che presume e pretende che a risponderne siano gli altri.
Quanto alla pensione integrativa, prima di fare i conti sarebbe opportuno ritrovare quei tracciati nei verbali e smetterla di fare gli smargiassi, soprattutto, dopo aver accusato gli altri di non saper leggere le date e di essere distratti, sarebbe apprezzabile una risposta alla domanda di Borgonovo.
Dopo tante lezioni, almeno questa risposta potrebbe darla senza consultare il manuale delle Giovani Marmotte e affrontare a petto nudo un confronto nelle sedi opportune dove, auspicabilmente, verrà ascoltato.
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