Il Ris non è il festival di Sanremo
Ci sono interpreti straordinari, capaci di dare a una canzone sfumature, significati ed emozioni differenti, ed è proprio questa libertà interpretativa a renderli artisti. Ne ho scelti alcuni che, per popolarità, sono immediatamente riconoscibili da un vasto pubblico.
Poi ci sono i Carabinieri, alcuni dei quali sono anche scienziati, il cui compito non è interpretare liberamente la realtà, ma accertare fatti, raccogliere elementi tanto a carico quanto a favore dell'indagato, analizzare dati attraverso metodi scientifici e riferire all'autorità giudiziaria risultati verificabili, distinguendo ciò che è stato oggettivamente accertato dalle ipotesi formulate.
Il pubblico ministero può certamente chiedere chiarimenti, approfondimenti e valutazioni tecniche, soprattutto quando si confronta con materie che richiedono competenze specialistiche, ma queste devono trovare fondamento nei dati e nei metodi impiegati, non nelle convinzioni personali di chi conduce gli accertamenti.
L'interpretazione artistica ammette infinite letture, quella scientifica è vincolata al metodo, al rigore e ai riscontri, mentre chi indaga non è chiamato a scegliere una ricostruzione per poi cercare gli elementi che la sostengano, bensì a raccogliere e verificare anche quelli che potrebbero smentirla.
Diversamente, anziché investigatori e specialisti scientifici, potremmo tranquillamente ingaggiare cantanti e attori, dimenticando che un laboratorio del RIS non è il Festival della canzone italiana.
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