Non è Alcatraz
Metti i sigilli, togli i sigilli [Miyagi docet]
Ancor prima di parlare della pendrive, c’è da chiedersi qualcosa su quelle che potrebbero definirsi anomalie (manipolazioni no?); va proprio chiarito un concetto centrale, perché temo si tenda a confondere il sequestro giudiziario con l’invalicabilità materiale del luogo.
Detto brutalmente, i famosi “sigilli” erano sostanzialmente fogli di carta applicati agli accessi con nastro adesivo (ok firmati, stiamo in una botte di ferro proprio), un banale presidio giuridico, non una barriera fisica.
Metti il foglio, leva il foglio e, se chi vi accede non redige (rectius, non ha redatto) un verbale, a posteriori può non restarne alcuna traccia.
Occorre giustamente chiedersi chi sia entrato nella villetta, quando, per quale ragione, cosa abbia toccato o prelevato e dove tutto ciò sia stato verbalizzato, perché, con il principio della foglia di fico (pardon, volevo dire dei “sigilli”) oltre agli accessi verificati proprio perché verbalizzati, non si può affatto escludere che vi siano state vere e proprie transumanze, e ce ne sono state, evidentemente.
Esisterebbero versioni del verbale relativo al sequestro del PC di Chiara, ma resta un interrogativo, chi lo ha materialmente preso? Quando? Chi vi ha operato, alterandone il contenuto, e su disposizione di chi?
Della pendrive si sa ancor meno; rinvenuta nello svuotatasche/cestino della cucina, è stata fotografata nella villetta il 13 agosto ma viene formalmente sequestrata soltanto il 3 ottobre; eppure centinaia di file risultano avere subito accessi o modificazioni il 14 agosto. Non occorre essere malpensanti o complottisti per sostenere che vi sia stata un’alterazione, that’s a fact
Evocare quindi la condizione di sequestro della villetta e richiamare la presenza dei sigilli come garanzia della sua integrità è francamente macchiettistico, perché ben sappiamo che l’apposizione di un foglio di carta tenuto con lo sputo non garantiva affatto la cristallizzazione della scena. Solo un meticoloso e rigoroso controllo degli accessi, la verbalizzazione di ogni ingresso e la tracciabilità di ogni oggetto prelevato, utilizzato e ricollocato avrebbero potuto fare la differenza. Ma, come sappiamo, tutto ciò non è avvenuto.
Il problema, banalissimamente, è stabilire una volta per tutte quanto, dietro quei fogli di carta, la scena del crimine sia rimasta realmente integra e quanto invece sia stata progressivamente attraversata e alterata senza che di ogni intervento sia rimasta una traccia certa.
Va senza dire che lo sia stata, manipolata, lo dicono le incongruenze, le misteriose alterazioni del pc, della pendrive, dei vasi spostati, come evidenziato su Giallo, e la lista è lunghissima
Ma proprio queste alterazioni, non fanno anch'esse parte dei misteri dell'uccisione della Dottoressa Chiara Poggi ed anche della conseguente condanna del Dottor Alberto Stasi?
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