Riassunto di come i Sempio avrebbero speso parte dei quasi 60 mila euro
Tra la fine del 2016 e il marzo 2017, l'attività difensiva documentata di Lovati, Soldani e Grassi aveva riguardato principalmente i colloqui con la famiglia Sempio, i contatti con Tizzoni, l'incarico conferito a Garofano, la trasmissione al consulente della documentazione della difesa Stasi e l'assistenza prestata da Lovati e Soldani all'interrogatorio del 10 febbraio 2017, durato poco più di un'ora. Soldani aveva inoltre richiesto a Garofano un ulteriore confronto genetico, mentre la consulenza, fatturata separatamente, non era stata depositata.
Per queste prestazioni i tre professionisti hanno dichiarato di avere incassato complessivamente 45.000 euro in contanti, senza emettere fatture, mentre gli investigatori hanno accertato prelievi per 49.600 euro, ai quali si aggiungeva il bonifico di 6.349 euro a Garofano, per complessivi 55.949 euro, a fronte di una contabilità familiare di 56.000 euro. I genitori di Sempio hanno riferito somme fino a 60.000 euro, senza che tutte le differenze abbiano trovato una spiegazione. Il GIP Macca ha parlato di «inverosimiglianza di un compenso difensivo di 30.000 euro», lasciando aperta la questione della destinazione del denaro.
A rendere ancora più singolare la vicenda sono le dichiarazioni di Simone Grassi, uno dei tre professionisti, che, interrogato sui compensi e sulle prestazioni, ha risposto così.
Inquirente: Senta, torniamo un attimo al tema dei pagamenti.
Grassi: Sì.
Inquirente: Lei diceva: sono stato pagato 15 mila euro. E gli altri avvocati?
Grassi: Gli altri avvocati dovrebbero essere stati pagati anche loro 15 mila euro a testa, perché l'avvocato Lovati aveva prospettato una spesa che si aggirava intorno ai 40-45 mila euro per tutta la copertura difensiva, per il lavoro che avremmo fatto.
Inquirente: E chi stabilisce la cifra?
Grassi: Lovati.
Inquirente: Lovati?
Grassi: Sì.
Inquirente: Questa cifra che voi prospettate a Sempio, che cosa sarebbe stata sufficiente a coprire? Quindi, lei mi diceva, lo studio delle carte, che non avevate...
Grassi balbetta e gesticola, accennando ad annuire.
Inquirente: Ok, lo scoprite. E poi? Quale parte delle indagini?
Grassi: Tutta la parte della strategia difensiva, quella che è stata attuata.
Inquirente: A fronte di quali atti accusatori? Cosa avevate in mano in quel momento?
Grassi scuote la testa e apre le mani.
Inquirente: Nulla? Quindi una strategia difensiva a fronte di nessun atto accusatorio. E poi?
Grassi: E poi il... ehm...
Grassi balbetta, gira il telefonino sul tavolo e riprende.
Grassi: Vabbè, immagino che le comparsate televisive non contino. Allora, l'assistenza all'interrogatorio, che però hanno fatto Lovati e Soldani.
Inquirente: Ma perché, scusate, a gennaio sapevate che ci sarebbe stato un interrogatorio?
Grassi: No, come facevamo a saperlo? Allora, dottoressa, io mi rendo conto che stia poco in piedi, però il discorso è questo. Io l'ho detto, il gioco lo ha condotto tutto l'avvocato Lovati.
Inquirente: Ho capito, ma anche lei ha preso i soldi.
Grassi: Sì, li ho presi, per carità.
Inquirente: Questo non è un gioco, avvocato.
Grassi: Eh, gioco tra virgolette, dai. Io, non occupandomi di penale, non occupandomene assolutamente, gliel'ho detto anche prima...
Inquirente: Ah.
Grassi: Gliel'ho detto anche prima, ed è per quello che nel momento stesso...
Inquirente: Ma lei cosa fa, civile?
Grassi: Sì, più che altro faccio civile, contrattualistica. Ho detto, quando è arrivato Soldani e mi ha detto: «Guarda che abbiamo questo caso molto grosso», io ho detto: «Federico, io solamente per l'esposizione mediatica salto dentro anch'io. Poi magari rimango a parte, però salto dentro anch'io».
Inquirente: Cioè perché le interessava l'esposizione mediatica?
Grassi: Sì, sì, vanitosamente sì.
Posto che nemmeno un cretino sotto tortura pagherebbe decine di migliaia di euro per finanziare la vanità di un avvocato, vorrei domandare se qualcuno abbia notizie delle denunce della famiglia Sempio contro Lovati, Soldani e Grassi per i compensi incassati a fronte delle prestazioni descritte, perché, come minimo, si dà per scontato che una vicenda del genere susciterebbe qualche sospetto in chiunque.
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