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Parlateci di DNA, di scambi di pedali, di bici transgender, di officine meccaniche e le altre puttanate, ma fatelo in procura

Gli scambisti

Parlateci di DNA, di scambi di pedali, di bici transgender, di officine meccaniche e le altre puttanate, ma fatelo in procura
Parlateci di DNA, di scambi di pedali, di bici transgender, di officine meccaniche e le altre puttanate, ma fatelo in procura Silent Jo

Il 18 giugno 2014 gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, difensori della famiglia Poggi, depositavano alla Corte d'assise d'appello di Milano una memoria nella quale attribuivano al presunto scambio dei pedali tra la Umberto Dei di Alberto Stasi e la bicicletta nera da donna un'«elevatissima valenza indiziaria», considerandolo un «dato assolutamente decisivo ai fini della ricostruzione della vicenda».

Il 21 ottobre successivo la Procura generale di Milano escludeva quello scambio sulla base degli accertamenti tecnici, concludendo che fosse «matematicamente escluso».

Non paga di ciò, il 24 novembre Laura Barbaini, nella sua orrenda requisitoria, recuperava l'ipotesi dello scambio, sostenendo che i pedali Wellgo montati sulla Umberto Dei provenissero da un'altra bicicletta, mai identificata, dalla quale sarebbero stati prelevati e montati rapidamente su quella di Stasi.

È doveroso ricordare che a Stasi era stato affibbiato il patentino di bugiardo anche per non aver menzionato la presenza di una bicicletta nera in famiglia. Curioso che la Procura generale, escluso lo scambio dei pedali con quella bicicletta, sentisse l'esigenza di introdurne un'altra, della quale non era stata dimostrata nemmeno l'esistenza.

Dopo diciannove anni di biciclette e pedali che cambiavano proprietario, scopriamo che uno scambio potrebbe esserci stato nel laboratorio del RIS di Parma, tra le provette contenenti i prelievi dei pedali e quelle del cucchiaino utilizzato da Chiara Poggi.

Alle due analisi negative sui pedali del 20 settembre 2007, mai comunicate e riemerse soltanto nel 2025, si aggiungono i dati grezzi del cucchiaino, con un primo tracciato completamente piatto e un secondo di qualità insufficiente per un'attribuzione genetica affidabile, nonostante il RIS avesse assegnato alla vittima un profilo attraverso chiamate alleliche manuali.

Il 19 settembre, alle 15.34, il campione dei pedali aveva restituito un profilo parziale, mentre alle 18.37 comparivano due profili completi attribuiti a Chiara e il giorno successivo, quando Marino aveva deciso di ripetere gli accertamenti per «ulteriormente approfondire», entrambe le corse risultavano prive di picchi.

L'ipotesi dello scambio accidentale delle provette potrebbe spiegare l'attribuzione del profilo della vittima ai pedali, ma non la mancata comunicazione dei risultati discordanti all'autorità giudiziaria e alle difese. Se qualcuno avesse riconosciuto l'errore e scelto di occultarlo, andrà accertato chi ne fosse a conoscenza, quali obblighi avesse violato e se la sua condotta integrasse un reato, valutando anche la veridicità delle dichiarazioni rese agli inquirenti nel 2026 e gli eventuali danni risarcibili, qualora fosse dimostrato il loro collegamento con gli illeciti accertati, senza confondere tale responsabilità civile con la riparazione prevista in caso di proscioglimento per revisione della condanna.

Nel 2014 si sosteneva uno scambio di pedali con una bicicletta della quale non era stata dimostrata l'esistenza, mentre nei laboratori del RIS erano conservati risultati discordanti che non erano stati portati all'attenzione dei giudici.

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