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A questo punto la materialità dei reperti dove mette Sempio e dove mette Stasi?

Cosa mette Alberto Stasi sulla scena del delitto?

A questo punto la materialità dei reperti dove mette Sempio e dove mette Stasi?
A questo punto la materialità dei reperti dove mette Sempio e dove mette Stasi? Silent Jo

Oggi che le nuove indagini tornano sui reperti del 2007, cosa colloca Alberto Stasi sulla scena dell’aggressione, accanto a Chiara mentre veniva aggredita?

Nessuna traccia genetica riconducibile a Stasi fu trovata sulle mani di Chiara, nessuna sua impronta sulla parete della scala e nessuna delle impronte ematiche di scarpa fu ricondotta alle calzature che indossava, sequestrate la mattina del 14 agosto e sulle quali non fu rilevato sangue, e nemmeno furono mai trovati l’arma, gli abiti insanguinati o le scarpe che avevano lasciato quelle impronte.

La responsabilità di Stasi fu affermata attraverso la convergenza di indizi, a cominciare dalla finestra tra le 9.12 e le 9.35 che, secondo il giudicato, rendeva possibile raggiungere casa Poggi, uccidere Chiara e tornare in tempo per riprendere l’attività al computer, ventitré minuti stile Clark Kent.

Secondo i giudici, la sperimentazione sul percorso da lui dichiarato rendeva estremamente improbabile attraversare quelle zone senza intercettare sangue, benché carabinieri, soccorritori e personale sanitario avessero attraversato la casa senza dar luogo a una processione di suole insanguinate, con l’eccezione documentata di un’operatrice.

Attraverso alchimie sulle quali vale la pena tornare, la taglia delle impronte di scarpa risultò compatibile con quella di Stasi e il DNA miracolosamente comparso purissimo sui pedali della bicicletta, attribuito a Chiara, completò il quadro, sebbene nessuno di questi elementi, isolatamente, lo collocasse accanto a lei durante l’aggressione.

Proprio il DNA dei pedali merita qualcosa di più dello spiegone for dummies con il quale si continua a ripetere che c’era e tanto dovrebbe bastare, perché il problema non riguarda soltanto le due controanalisi negative emerse dai raw data, mai condivise con la difesa, gli inquirenti e gli organi giudicanti, ma anche le caratteristiche del risultato positivo che le precedette.

Per spiegare la purezza del presunto DNA di Chiara sui pedali non resta che attribuirle la singolare abitudine di nettarli con la lingua, una curiosa forma di picacismo, perché, se nemmeno il cucchiaino prelevato per ottenere il suo profilo di riferimento restituiva un dato altrettanto puro, occorre spiegare come abbia potuto farlo un reperto ambientale esposto a uso, sporco e contatti.

Se il dato quantitativo e qualitativo oggi riferito verrà confermato dagli atti, occorrerà ricostruire il percorso del campione, il procedimento analitico, le eventuali contaminazioni e gli artefatti che possano avere inciso sul risultato, ché il DNA non diventa più puro per miracolo e, se quello ottenuto dai pedali è chiu meglio assaie della sorgente utilizzata per confrontarlo, bisogna chiedersi come sia stato prodotto e come sia finito lì.

Sul medesimo campione bu_p furono eseguite il 20 settembre 2007 due controanalisi negative, la cui discordanza con il precedente risultato positivo, secondo i consulenti della Procura, avrebbe richiesto un approfondimento del quale non è stata rinvenuta documentazione.

Mentre questo elemento viene rimesso sotto la lente, sui reperti ungueali di Chiara è stata individuata una componente genetica maschile compatibile con la linea paterna Sempio, ma non con quella di Stasi, e la Procura attribuisce a Sempio anche l’impronta palmare 33 rinvenuta sulla parete del vano scale sulla base di quindici minuzie, attribuzione contestata dalla difesa.

Per spiegare quel DNA si è richiamata la frequentazione di casa Poggi da parte di Sempio, ipotizzando un trasferimento indiretto attraverso oggetti e superfici condivisi con Marco, ma la cronologia restringe questa possibilità, poiché il 3 agosto è l’ultima data compatibile con le visite degli amici negli orari indicati da Marco, il 5 la famiglia Poggi partì per il Trentino e nei giorni successivi in casa rimase Chiara.

Tra quella possibile ultima presenza e il delitto trascorsero dieci giorni e il 7 e l’8 agosto risultano contatti telefonici di Sempio con il fisso di casa Poggi, non, per quanto sappiamo, una sua presenza nell’abitazione.

Lo stesso rigore dovrebbe valere per le impronte di scarpa, dal momento che la taglia 42 fu utilizzata contro Stasi come elemento di compatibilità senza che fosse mai rinvenuta la scarpa che le aveva prodotte, mentre le nuove consulenze valutano la compatibilità anche rispetto a Sempio e, lasciatemelo dire, se oggi questa non basta a identificare Sempio, non poteva identificare ieri Stasi.

Tolto qualsiasi giudizio sulla responsabilità di Sempio, resta da capire cosa collochi materialmente Stasi sulla scena dell’aggressione, perché i ventitré minuti dimostrano che avrebbe potuto raggiungere casa Poggi, non che lo fece, la taglia 42 indica una compatibilità, non chi indossasse quelle scarpe, le sue impronte nell’abitazione documentano la frequentazione della casa della fidanzata, il dispenser il contatto con un oggetto presente in quella casa e il racconto del ritrovamento, ritenuto inattendibile, costituisce un indizio, non una traccia dell’aggressione.

La condanna spiega perché l’insieme fu ritenuto sufficiente, ma sulle mani di Chiara non c’è una traccia genetica attribuita a Stasi, sulla parete della scala non c’è una sua impronta, le impronte ematiche di scarpa non lo identificano e sulle sue scarpe non c’è il sangue della vittima.

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