Circolazione notizie sul procedimento Sempio 2016–2017
Timeline sull’anomalia circa l’archiviazione
Da già studente di diritto e persona dabbene, mi pongo qualche interrogativo, come mi ha insegnato P.G.P.La ricerca ha preso avvio da tutt’altro, essendomi prefissata di costruire una timeline sulla vicenda che riguarda il giornalista Alessandro De Giuseppe, quando l’incrocio fra documenti, intercettazioni e articoli dell’epoca ha finito per far emergere un filone autonomo, abbastanza consistente da meritare di essere isolato.
Leggendo in sequenza gli avvenimenti, parrebbe emergere un’anomalia, una delle tante.
· Il 13 dicembre 2016 lo studio Giarda deposita presso la Procura generale di Milano l’istanza corredata dalle investigazioni difensive, dalla consulenza genetica e dalla relazione investigativa
· Il 6 gennaio ANSA titola “Garlasco, verso archiviazione per Sempio” e scrive che «si profila una richiesta di archiviazione»
· il 7 gennaio La Provincia Pavese parla di “archiviazione più vicina”, mentre Venditti precisa che tutte le ipotesi sono ancora formalmente aperte
· l’8 gennaio la difesa Stasi interviene pubblicamente sostenendo che il fascicolo non è in via di archiviazione e che la Procura sta ancora leggendo gli atti
· il 24 gennaio la Procura acquisisce con urgenza i tabulati
· il 27 gennaio viene sentito Francesco De Stefano
· il 2 febbraio Tizzoni e Compagna vengono indicati come fiduciosi in una richiesta di archiviazione a breve, mentre nello stesso giorno il GIP autorizza otto utenze telefoniche e due autovetture alle intercettazioni
· il 10 febbraio Sempio viene interrogato
· il 21 febbraio i Sempio attribuiscono privatamente a Tizzoni, attraverso Lovati, la notizia che «si parla di archiviazione»
· il 22–23 febbraio un atto della Procura rappresenta ancora indagini in corso, facendo persino riferimento a richieste di misure coercitive da completare
· tra il 2 e il 7 marzo le intercettazioni vengono trascritte in tutta fretta e la PG deposita la relazione conclusiva
· soltanto il 16 marzo viene formalmente presentata la richiesta di archiviazione.
La singolarità sta nella scansione temporale dal momento che l’archiviazione viene prospettata sui giornali quando alcune delle principali attività investigative devono ancora essere compiute e, meno di un mese dopo, i legali della famiglia Poggi vengono indicati come fiduciosi in una richiesta a breve, ancora prima dell’interrogatorio dell’indagato.
Alla luce delle intercettazioni, il dato diventa ancora più interessante poiché il 21 febbraio la famiglia Sempio non richiama genericamente una possibilità già circolata sui giornali, ma attribuisce a Tizzoni, attraverso Lovati, l’informazione secondo cui il procedimento sarebbe stato «in fase d’archivio» e che «qui si parla di archiviazione», mentre gli atti ufficiali continuano a descrivere un’indagine aperta e suscettibile di ulteriori sviluppi.
Il punto non è sostenere che l’archiviazione fosse già stata formalmente decisa, circostanza che i documenti disponibili non consentono di affermare, ma ricostruire quando quella prospettiva cominciò a circolare, chi ne parlò, attraverso quali canali e quali attività investigative restassero ancora da svolgere mentre quell’esito veniva già rappresentato come probabile o imminente.
La ricostruzione si fonda sui documenti finora reperiti e resta pertanto suscettibile di integrazioni o correzioni. Al dato documentale ho affiancato la ricerca sulle testate dell’epoca, riportando, quando disponibile, il collegamento diretto all’articolo e conservando data e ora di pubblicazione, elementi essenziali per ricostruire la successione delle informazioni.
Proprio gli orari pongono uno dei problemi più delicati dal momento che le pagine online possono essere aggiornate senza consentire sempre di ricostruire il primo timestamp e, in una vicenda nella quale anche poche ore possono assumere rilievo, la differenza non è secondaria. Il 19 dicembre 2016, per esempio, ho rintracciato alle 06:55 su RaiNews la prima notizia relativa all’ipotesi di DNA sotto le unghie di Chiara Poggi, seguita alle 07:02 dal Corriere della Sera; alle 08:15 ANSA attribuisce già a Gian Luigi Tizzoni una posizione tecnica sulla nuova genetica, mentre alle 12:26 compare una formulazione più articolata della stessa posizione.
🢚 FACT - 13 dicembre 2016 Lo studio Giarda deposita presso la Procura generale di Milano l’istanza corredata dalle investigazioni difensive, dalla consulenza genetica e dalla relazione investigativa. Alla Corte d’Appello di Brescia non viene presentata una formale istanza di revisione, viene chiesto alla Procura generale di vagliare gli elementi acquisiti, svolgere o promuovere gli approfondimenti ritenuti necessari e valutare l’eventuale esercizio dei propri poteri in materia di revisione. Da questo deposito prende avvio il percorso che porterà al procedimento pavese nei confronti di Andrea Sempio. (cfr. istanza Giarda-Bocellari del 13 dicembre 2016; Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano, 21 aprile 2026).
🢚FACT - 16 dicembre 2016 Sulla copia dell’istanza Giarda-Bocellari depositata presso la Procura generale compare il visto del procuratore generale Roberto Alfonso con l’assegnazione del fascicolo a Laura Barbaini, lo stesso visto presente sulla copia che Garofano consegnerà agli investigatori nel 2025. (cfr. istanza Giarda-Bocellari; SIT Luciano Garofano del 2 ottobre 2025; Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano, 21 aprile 2026).
🢚 FACT - 19 dicembre 2016, ore 06:55–08:15 Alle 06:55 RaiNews pubblica la nuova pista genetica; alle 07:02 il Corriere della Sera pubblica l’inchiesta sul nuovo DNA. Alle 08:15 ANSA attribuisce già a Gian Luigi Tizzoni una posizione tecnica sul DNA: contesta la validità scientifica della comparazione, richiama la scarsità e la degradazione del materiale e ritiene il risultato insufficiente a riaprire il caso. Quello delle 08:15 è il primo timestamp pubblico verificato di una posizione di Tizzoni sulla nuova genetica. Non è possibile stabilire a che ora abbia parlato con il giornalista, e manca ancora l’orario esatto della conferenza stampa della difesa Stasi.
🢚 FACT - 19 dicembre 2016, ore 12:26–14:28 Alle 12:26 il Corriere riporta la posizione di Tizzoni sul DNA scarso e deteriorato e sui due profili genetici; alle 12:48 ANSA riferisce che il legale non ritiene possibile una riapertura delle indagini e alle 14:28 un ulteriore lancio ANSA ne riporta altre osservazioni tecniche. Tizzoni interviene pubblicamente sulla consistenza della nuova genetica prima della prima istanza formale di accesso agli atti del giorno seguente. Le fonti pubbliche non consentono di stabilire attraverso quale canale avesse acquisito le informazioni sulle quali commentava.
🢚 FACT - 20 dicembre 2016 La Procura generale di Milano trasmette gli atti alla Procura della Repubblica di Pavia per gli accertamenti di competenza e alla Corte d’Appello di Brescia. Nella stessa fase Tizzoni e Francesco Compagna, difensori della famiglia Poggi, presentano una prima istanza per accedere al materiale depositato dalla difesa Stasi, dichiarando di avere appreso dalla stampa l’esistenza dell’iniziativa. L’accesso richiesto riguarda quel materiale e il precedente processo e non attribuisce ai legali un generale accesso agli atti della nascente indagine preliminare pavese. (cfr. istanza Tizzoni-Compagna del 20 dicembre 2016; Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano, 21 aprile 2026).
🢚 FACT - 21 dicembre 2016 Tizzoni e Compagna presentano una seconda istanza di accesso, chiedendo quantomeno di poter acquisire la nuova consulenza genetica depositata dalla difesa Stasi. (cfr. istanza Tizzoni-Compagna del 21 dicembre 2016; Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano, 21 aprile 2026).
🢚 FACT - 23 dicembre 2016 Andrea Sempio viene iscritto nel registro degli indagati nel procedimento 8283/16 per l’omicidio di Chiara Poggi. Nella stessa giornata il suo nome diventa pubblico e Il Giorno riporta una valutazione tecnica di Tizzoni sul DNA, ritenuto insufficiente per una comparazione scientificamente valida. Nel 2026 gli investigatori osserveranno retrospettivamente che Tizzoni si esprimeva sulla nuova analisi prima dell’acquisizione formale degli atti, avvenuta soltanto l’11 gennaio. È una valutazione investigativa successiva, che non dimostra attraverso quale fonte il legale avesse acquisito quelle conoscenze, ma il dato cronologico è tale, perciò resta. (cfr. Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano, 21 aprile 2026).
🢚 FACT - 24 dicembre 2016, ore 10:27–10:28 Maurizio Pappalardo, comandante del Nucleo Informativo, ma non assegnato all’indagine e quel giorno assente dal servizio per permesso 104, si trova negli uffici della Procura di Pavia e scatta con il proprio telefono tre fotografie di documenti appartenenti al fascicolo Sempio aperto il giorno precedente. I metadati collocano gli scatti fra le 10:27 e le 10:28 negli uffici giudiziari e gli accertamenti successivi riconducono il piano su cui si trovavano gli atti alla scrivania di Venditti. Non risulta accertato che Venditti fosse presente o avesse autorizzato gli scatti. La vicenda delle fotografie del 24 dicembre appartiene al contesto della circolazione degli atti, senza consentire di stabilire a chi eventualmente quelle immagini fossero destinate o le avesse commissionate.
🢚 FACT - 27 dicembre 2016, ore 13:03 Tizzoni e Compagna depositano presso la Procura di Pavia, all’attenzione di Venditti, una memoria nell’interesse dei Poggi, qualificati come persone offese o comunque danneggiate dal reato e non come parte civile nel nuovo procedimento. Nella stessa giornata ANSA pubblica alle 13:03 la presa di posizione dei legali Poggi, che sostengono la «totale infondatezza» dell’ipotesi di responsabilità di terzi. La posizione viene espressa quando Sempio non è ancora stato interrogato, De Stefano non è stato sentito e le intercettazioni non sono state disposte.
🢚 FACT - 27–30 dicembre 2016 (episodio riferito retrospettivamente nel 2025) Massimo Lovati colloca in questa finestra temporale il suggerimento ricevuto da Tizzoni di nominare Luciano Garofano quale consulente della difesa Sempio. Riferisce inoltre che Tizzoni gli avrebbe dato diversi consigli, che i due si sarebbero sentiti più volte e che lo stesso Tizzoni gli avrebbe anticipato l’intenzione di Venditti di sentire Francesco De Stefano. È il primo episodio, per data, nel quale viene descritto uno specifico flusso informativo Tizzoni → Lovati, fermo restando che la fonte resta una dichiarazione resa da Lovati quasi nove anni dopo i fatti e resa pubblica da Repubblica l’11 maggio 2026.
🢚 FACT - 29 dicembre 2016 La Corte d’Appello di Brescia autorizza l’accesso richiesto da Tizzoni e Compagna, mentre l’acquisizione materiale avverrà l’11 gennaio. (cfr. Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano, 21 aprile 2026).
🢚 FACT - 30 dicembre 2016 Garofano è già concretamente operativo quale consulente della difesa Sempio e procede a due prelievi buccali su Andrea. La SIT del 2 ottobre 2025 chiarirà inoltre che l’interlocuzione con i difensori era avvenuta certamente prima del 30 dicembre, anche se Garofano non ricorderà la data né se il primo interlocutore fosse Lovati o Soldani. L’avvio della consulenza precede quindi sia l’interrogatorio di Sempio sia l’acquisizione formale degli atti di Brescia da parte di Tizzoni. (cfr. SIT Luciano Garofano del 2 ottobre 2025; documento relativo ai prelievi del 30 dicembre 2016; Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano, 21 aprile 2026).
🢚 FACT - dopo il 30 dicembre 2016 (data precisa non determinata) Nella rubrica manoscritta di Giuseppe Sempio compare una pagina intestata «AVVOCATO TIZZONI», contenente informazioni sui capelli rinvenuti nella mano di Chiara. Gli investigatori, rilevando il diverso inchiostro, la collocano dopo il primo incontro con Garofano del 30 dicembre e ritengono «plausibile» che Giuseppe Sempio possa avere acquisito quelle informazioni da Tizzoni, direttamente o per interposta persona. La prima data esplicita che compare alcune pagine dopo è il 5 gennaio 2017, ma ciò non consente di datare con certezza la pagina né di accertare la fonte dell’informazione. (cfr. rubrica Giuseppe Sempio; Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano, 21 aprile 2026).
🢚 FACT - 6 gennaio 2017, ore 17:46 A soli quattordici (14) giorni dall’iscrizione di Sempio e ventiquattro (24)giorni dal deposito del 13 dicembre, ANSA pubblica “Garlasco, verso archiviazione per Sempio” e scrive che «si profila una richiesta di archiviazione» della nuova inchiesta pavese, aggiungendo che il PM starebbe rileggendo la perizia del processo d’appello bis sulla scarsità e degradazione del DNA.
A quella data
- Sempio non è ancora stato interrogato
- De Stefano non è stato sentito
- i tabulati non sono stati acquisiti con il successivo provvedimento urgente del 24 gennaio
- le intercettazioni non sono state disposte
Non risulta formalizzata alcuna decisione della Procura e, nondimeno, l’archiviazione viene già prospettata pubblicamente come sviluppo probabile.
🢚 FACT - 7 gennaio 2017, ore 03:33 La Provincia Pavese titola “Archiviazione più vicina per l’inchiesta su Sempio”. Venditti precisa che sono «formalmente ancora aperte tutte le ipotesi», compresa l’archiviazione, e che la Procura si trova ancora nella fase di acquisizione e valutazione degli atti. Alla narrazione pubblica già orientata verso l’archiviazione si affianca così la dichiarazione del titolare del fascicolo secondo cui l’indagine è ancora aperta. Resta la domanda: perché i giornali parlano già di archiviazione mentre il magistrato precisa che tutte le ipotesi sono ancora sul tavolo?
🢚 FACT - 8 gennaio 2017, ore 03:26 A meno di quarantotto ore dalla notizia secondo cui si profilava l’archiviazione, la difesa Stasi interviene pubblicamente contro quella rappresentazione. La Provincia Pavese titola “Archiviazione, la difesa non ci crede” e riferisce che Giada Bocellari, dopo avere incontrato Stasi in carcere, precisa che il nuovo fascicolo «per ora non è in via di archiviazione», che «sono ancora aperte tutte le strade» e che la Procura sta ancora leggendo gli atti. I difensori richiamano anche il poco tempo trascorso e la complessità del materiale da valutare e la legittima reazione arriva quando l’indagine ha appena quindici giorni, Sempio non è ancora stato interrogato, De Stefano non è stato sentito, i tabulati non sono stati acquisiti e le intercettazioni non sono state disposte; eppure l’archiviazione è già entrata stabilmente nel racconto pubblico, per poi arrivare puntuale come una cartella esattoriale.
🢚 FACT - 9 gennaio 2017 La documentazione DHL mostrata successivamente a Garofano indica in questa data la spedizione del campione al laboratorio di Orbassano. Garofano non ricorderà se la spedizione sia avvenuta esattamente quel giorno, ma il documento conferma che il prelievo era già stato eseguito; nella stessa SIT gli viene inoltre mostrato un documento, sequestrato insieme alla consulenza, che colloca il prelievo al 30 dicembre 2016. (cfr. SIT Luciano Garofano del 2 ottobre 2025; documentazione DHL).
🢚 FACT - 10 gennaio 2017 La Corte d’Appello di Brescia trasmette allo studio Tizzoni il fax con il visto che autorizza l’acquisizione degli atti. (cfr. Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano, 21 aprile 2026).
🢚 FACT - 11 gennaio 2017 Tizzoni acquisisce formalmente gli atti presso la Corte d’Appello di Brescia.
Nella stessa giornata, alle 15:16, Soldani invia a Garofano la documentazione relativa alla perizia De Stefano, facendo riferimento anche a una chiavetta USB contenente gli allegati.
È provato per tabulas che Tizzoni acquisisce gli atti l’11 gennaio e che, fatalità, proprio quel giorno Garofano riceve da Soldani materiale della difesa Stasi.
In un caso pieno di casualità, annovero anche questa. (cfr. mail Soldani-Garofano dell’11 gennaio 2017; Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano, 21 aprile 2026).
🢚 FACT - 13 gennaio 2017, ore 19:45–19:49 Soldani, anche a nome di Lovati e Grassi, trasmette a Garofano l’istanza Giarda-Bocellari e la documentazione comprendente le consulenze Fabbri-Linarello e la relazione investigativa SKP.
È documentato che la difesa Sempio disponeva di quel materiale già diverse settimane prima dell’interrogatorio dell’indagato e che il 13 gennaio lo trasmise al proprio consulente. Gli accertamenti successivi sulla provenienza delle copie non identificano in questa mail nessuno quale mittente o intermediario. (cfr. mail Soldani-Garofano del 13 gennaio 2017; SIT Luciano Garofano del 2 ottobre 2025; Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano, 21 aprile 2026).
🢚 FACT - 17 gennaio 2017 Laura Barbaini invia a Venditti un appunto fortemente critico sulla pista Sempio, qualificandola, secondo il testo successivamente reso pubblico, come priva di razionalità e plausibilità.
L’appunto del 17 gennaio precede di ventiquattro (24)giorni l’interrogatorio di Sempio. Nella ricostruzione del Nucleo del 2026, si rileva che già in questa fase la difesa Sempio dispone dell’esposto e delle consulenze tecniche utilizzate per predisporre la propria attività difensiva; si tratta, bene inteso, della valutazione ricostruttiva degli investigatori sulla circolazione del materiale.
🢚 FACT - 21 gennaio 2017, dalle ore 10:31 Dai tabulati risulta che il luogotenente Silvio Sapone, responsabile della Sezione di PG della Procura di Pavia, tenta ripetutamente di contattare Andrea Sempio, senza ricevere risposta. Risultano quattro tentativi dal cellulare di Sapone e ulteriori chiamate provenienti dall’utenza fissa assegnata alla sua postazione in Procura. La ricostruzione successiva evidenzia l’insistenza dei contatti del 21 gennaio, intervenuti oltre due settimane prima della formale notifica dell’invito a comparire. (cfr. tabulati telefonici; Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano, 21 aprile 2026).
🢚 FACT - 22 gennaio 2017, dalle ore 17:25 Il contatto fra Sapone e Sempio si realizza e si intreccia con ripetute comunicazioni fra Sempio e Federico Soldani. I tabulati documentano una sequenza ravvicinata di chiamate fra l’indagato, il responsabile della PG e il difensore, cristallizzando i contatti ma non il loro contenuto. Le spiegazioni fornite nel 2025 sulla ragione di quelle telefonate non coincideranno, mentre la ricostruzione dei tabulati del 21–22 gennaio ne conferma la particolare concentrazione. (cfr. tabulati telefonici; Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano, 21 aprile 2026).
🢚 FACT - 24 gennaio 2017, ore 13:01 ANSA dà notizia del provvedimento con cui la Corte d’Appello di Brescia dichiara non luogo a provvedere sulla revisione. Il provvedimento di Brescia chiarisce un passaggio singolare, perché la difesa Stasi non aveva presentato alla Corte una formale domanda di revisione, avendo depositato il materiale presso la Procura generale affinché svolgesse o promuovesse approfondimenti e valutasse l’eventuale successiva iniziativa. Gli atti erano comunque arrivati a Brescia, che non entra nel merito in assenza di una domanda processualmente valida. Nello stesso giorno la Procura di Pavia dispone l’acquisizione urgente dei tabulati di Sempio, confermando che sul fronte pavese l’indagine è ancora in corso. (cfr. provvedimento Corte d’Appello di Brescia del 24 gennaio 2017; Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano).
🢚 FACT - 27 gennaio 2017 La Procura di Pavia sente a sommarie informazioni Francesco De Stefano. La sua valutazione verrà poi richiamata nella richiesta di archiviazione, ma l’audizione avviene ventuno (21) giorni dopo che ANSA aveva già prospettato l’archiviazione.
** Nella stessa giornata Garofano completa la propria attività
- alle 16:14 invia la consulenza a Lovati, Grassi e Soldani
- alle 17:43 Soldani gli chiede un ulteriore confronto fra il tampone di Andrea Sempio e il profilo ricavato dal materiale dell’investigazione difensiva. Garofano riferirà successivamente di avere riscontrato «l’esatta corrispondenza dell’Y». (cfr. SIT Francesco De Stefano del 27 gennaio 2017; mail Garofano-difensori del 27 gennaio 2017; SIT Luciano Garofano del 2 ottobre 2025).
🢚 FACT - 28 gennaio 2017, ore 11:33 ANSA pubblica la notizia proveniente da Quarto Grado secondo cui Sempio avrebbe mostrato scarpe numero 44, presentando la circostanza già nel titolo come elemento che “scagiona Sempio”. Il passaggio acquista rilievo alla luce dell’intercettazione del 21 febbraio, nella quale Andrea, ragionando sulle iniziative dei propri difensori che inizialmente gli erano sembrate «esagerate» o «mezze cazzate», cita espressamente «mandare le scarpe» e riconosce che quelle mosse avevano prodotto «risultati positivi». Il riferimento non è quindi astratto, perché meno di un mese prima proprio la vicenda delle scarpe era stata rilanciata da ANSA con una titolazione apertamente favorevole alla tesi difensiva. (cfr. intercettazione ambientale del 21 febbraio 2017).
🢚 FACT - 2 febbraio 2017, ore 01:30 La Stampa, commentando il provvedimento bresciano, riferisce che Tizzoni e Compagna «confidano che a breve si possa arrivare a una richiesta di archiviazione del fascicolo». La prospettiva viene quindi attribuita pubblicamente e specificamente ai legali della famiglia Poggi otto giorni prima dell’interrogatorio dell’indagato. L’articolo de La Stampa documenta inoltre che la Corte aveva rilevato l’inesistenza di una vera istanza di revisione.
🢚 FACT - 2 febbraio 2017 Nella medesima giornata, senza che gli atti disponibili consentano di stabilire l’ordine orario rispetto alla pubblicazione delle 01:30, il GIP accoglie la richiesta della Procura ed emette un decreto di intercettazione relativo a otto utenze telefoniche e due autovetture. Mentre pubblicamente i legali Poggi confidano nella prossima archiviazione, processualmente vengono autorizzati nuovi strumenti investigativi. (cfr. decreto di intercettazione del 2 febbraio 2017; Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano).
🢚 FACT - 4 febbraio 2017 Vengono attivate le intercettazioni sull’utenza di Andrea Sempio. Nella rubrica manoscritta di Giuseppe Sempio gli investigatori collocano alla stessa data un appunto nel quale il padre ragiona sull’eventualità che Venditti proceda verso l’archiviazione e sulle conseguenze di quella chiusura per future indagini sul DNA. Poiché l’archiviazione era stata prospettata pubblicamente sin dal 6 gennaio, l’appunto non prova da solo la conoscenza di un’informazione riservata; documenta però quanto quell’esito fosse già presente nell’orizzonte familiare prima ancora della convocazione, insieme alla conoscenza anticipata di materiale della difesa Stasi. (cfr. rubrica Giuseppe Sempio; Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano, 21 aprile 2026).
🢚 FACT - 6 febbraio 2017 Vengono attivate le captazioni nell’abitazione della famiglia Sempio. (cfr. decreto e verbali di attivazione delle intercettazioni; Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano).
🢚 FACT - 8 febbraio 2017 Vengono attivate le intercettazioni sulle autovetture della famiglia, completando progressivamente il dispositivo autorizzato il 2 febbraio. (cfr. decreto e verbali di attivazione; Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano).
🢚 FACT - 8 febbraio 2017, dalle ore 16:35 alle 17:45 Il luogotenente Giuseppe Spoto raggiunge Andrea Sempio nel negozio Wind di Montebello della Battaglia per notificargli l’invito a comparire del 10 febbraio, mentre viene installata la microspia sulla Suzuki. Spoto risulta già con Sempio alle 16:35, quando Andrea chiama Soldani e gli passa il proprio telefono, sottoposto a intercettazione, mentre la relata di notifica reca le 17:45. Nella telefonata Spoto-Soldani compare anche la domanda «che aria tira?», alla quale Spoto risponde definendosi un semplice ambasciatore. Spoto mostra inoltre di conoscere il precedente contatto di Sempio con Sapone, avvenuto oltre due settimane prima della notifica formale. (cfr. intercettazione progr. 37 rit. 33/17 dell’8 febbraio 2017; relata di notifica; Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano).
🢚 FACT - 9 febbraio 2017, sera Alla vigilia dell’interrogatorio Andrea parla delle telefonate effettuate anni prima in orario notturno che gli investigatori avrebbero recuperato, particolare che gli investigatori del 2026 ritengono non ricavabile dagli articoli di stampa esaminati. Nella stessa conversazione Giuseppe gli dice «Comunque ha detto che ti chiederà le cose che sono state depositate» e Andrea risponde «Sì lo so». Il padre gli suggerisce anche come comportarsi davanti a domande non previste, passaggio poi valorizzato dagli inquirenti come possibile indicatore di una conoscenza anticipata dei temi dell’interrogatorio. La conversazione del 9 febbraio sarà riportata nel decreto di perquisizione del 2025. (cfr. intercettazione ambientale del 9 febbraio 2017; successive SIT Giuseppe Sempio e Daniela Ferrari).
🢚 FACT - 10 febbraio 2017, ore 16:30–17:43 Andrea Sempio viene interrogato dalla Procura di Pavia e subito dopo, dalle 17:47 alle 18:20, viene assunto a SIT Giuseppe Sempio. Il primo interrogatorio dell’indagato si tiene trentacinque (35) giorni dopo il lancio ANSA del 6 gennaio e otto (8) giorni dopo che La Stampa aveva attribuito a Tizzoni e Compagna l’attesa di una prossima richiesta di archiviazione. (cfr. verbale di interrogatorio Andrea Sempio del 10 febbraio 2017; SIT Giuseppe Sempio del 10 febbraio 2017; Nota di riepilogo).
🢚 FACT - 10 febbraio 2017, dopo gli interrogatori Padre e figlio confrontano subito le rispettive dichiarazioni. Andrea rileva una divergenza sulla collocazione temporale del ritrovamento dello scontrino e dice «ne abbiamo cannata una». La conversazione successiva all’interrogatorio documenta il confronto fra le versioni appena rese; Andrea aggiunge che gli inquirenti gli erano sembrati «dalla nostra», spiegando di avere compreso la ragione di alcune domande. Il contenuto non consente di inferire alcun accordo con gli investigatori, ma registra il confronto immediato sulle dichiarazioni e la percezione che Andrea aveva avuto dell’interrogatorio.
🢚 FACT - 15 febbraio 2017, ore 15:40–15:57, e 16 febbraio 2017, ore 16:00–16:30 Solo dopo l’interrogatorio di Sempio vengono sentiti rispettivamente Daniela Ferrari e Marco Poggi, attività istruttorie tutte successive sia al primo annuncio pubblico del 6 gennaio sia alla previsione pubblicamente attribuita a Tizzoni e Compagna il 2 febbraio. (cfr. SIT Daniela Ferrari del 15 febbraio 2017; SIT Marco Poggi del 16 febbraio 2017).
🢚 FACT - 21 febbraio 2017, ore 19:33 Nell’ambientale sulla Suzuki Giuseppe Sempio riferisce quanto Lovati gli avrebbe comunicato e dice che «gira voce da Tizzoni che è in fase d’archivio». Andrea distingue fra la richiesta di archiviazione e il successivo provvedimento del GIP. Il dato non consiste quindi nella semplice conoscenza di una possibilità già circolata sui giornali dal 6 gennaio, ma nell’attribuzione contemporanea dell’informazione a Tizzoni attraverso Lovati, restando naturalmente una conversazione della famiglia su ciò che Lovati avrebbe riferito. (cfr. intercettazione ambientale del 21 febbraio 2017, progr. 419, ore 19:33).
🢚 FACT - 21 febbraio 2017, ore 19:48 Proseguendo la conversazione, Giuseppe precisa che Lovati avrebbe ricevuto una telefonata da Tizzoni e che questi gli avrebbe detto «qui si parla di archiviazione». Andrea commenta che Tizzoni sarebbe «l’unico che può essere informato su questo», collegando tale possibilità alla rappresentanza della famiglia Poggi. Nella conversazione privata contemporanea ai fatti, la famiglia Sempio individua quindi il circuito Tizzoni → Lovati → Sempio. (cfr. intercettazione ambientale del 21 febbraio 2017, progr. 422, ore 19:48).
🢚 FACT - 21 febbraio 2017, stessa sequenza Nella conversazione compare anche il riferimento a qualcuno che avrebbe definito il materiale Giarda una «mezza minchiata», sostenendo che non contenesse nulla di decisivo. La qualità della trascrizione non consente di attribuire con sicurezza ogni passaggio, perciò il contenuto va mantenuto come informazione riferita dai Sempio. Andrea torna poi sulle iniziative dei propri difensori, cita espressamente «mandare le scarpe» fra quelle che inizialmente gli erano sembrate esagerate e riconosce che avevano prodotto «risultati positivi», passaggio che si collega alla copertura mediatica del 28 gennaio. (cfr. intercettazione ambientale del 21 febbraio 2017).
🢚 FACT - 22–23 febbraio 2017 A un paio di giorni dall’intercettazione in cui Giuseppe Sempio riferisce che da Tizzoni sarebbe arrivata la notizia di un procedimento «in fase d’archivio», la Procura rappresenta al GIP un’indagine ancora pienamente aperta e chiede di ritardare il deposito delle intercettazioni perché devono essere chiarite le modalità dell’omicidio, individuati eventuali concorrenti e completate «le richieste di misura coercitiva a carico degli indagati». Nel 2025 Venditti sosterrà che si trattava di una formulazione di prassi, utilizzata per non precludere possibili sviluppi investigativi. Resta il contrasto fra l’archiviazione riferita il 21 febbraio come orientamento già circolante e un atto immediatamente successivo nel quale la Procura descrive formalmente un fascicolo ancora aperto a sviluppi persino di natura coercitiva.
🢚 FACT - 2–7 marzo 2017 I verbali di trascrizione delle intercettazioni risultano datati 2 e 3 marzo e confluiscono nella relazione conclusiva della PG del 7 marzo. Sentito nel 2025, Giuseppe Spoto, incaricato delle trascrizioni nel 2017, dichiarerà di averle dovute eseguire «in tutta fretta», completando il lavoro «in uno o due giorni», perché Venditti gli avrebbe detto che «gli servivano subito le intercettazioni per fare l’archiviazione»; ammetterà inoltre che quella fretta poteva avere inciso su inesattezze e omissioni. Il 7 marzo l’Aliquota Carabinieri deposita l’Esito delle indagini di Polizia Giudiziaria delegate, concludendo per una «completa assenza di elementi a supporto delle ipotesi accusatorie» nei confronti di Sempio. In questo quadro, la dichiarazione di Spoto non dimostra che l’esito fosse già stato predeterminato, ma colloca la trascrizione accelerata delle captazioni a meno di dieci giorni dall’atto con cui al GIP era stata rappresentata un’indagine ancora bisognosa di approfondimenti e di richieste coercitive. (cfr. SIT Giuseppe Spoto; verbali di trascrizione del 2 e 3 marzo 2017; Esito delle indagini di Polizia Giudiziaria delegate del 7 marzo 2017; Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano, 21 aprile 2026).
🢚 FACT - 16 marzo 2017 Venditti e Pezzino depositano formalmente la richiesta di archiviazione. La cronologia del Nucleo Investigativo indica il 16 marzo e LaPresse precisa che questa è la data del deposito, correggendo il 15 marzo riportato in alcuni atti successivi. (cfr. richiesta di archiviazione proc. 8283/16; Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano).
🢚 FACT - 23 marzo 2017 Il GIP Fabio Lambertucci accoglie la richiesta e dispone l’archiviazione del procedimento. (cfr. decreto di archiviazione del GIP di Pavia del 23 marzo 2017).
🢚 FACT - 25 marzo 2017 Due giorni dopo il decreto del GIP viene aperto presso il Nucleo Informativo dei Carabinieri di Pavia un «fascicolo P (permanente)» intestato ad Andrea Sempio. Quando il fascicolo viene rinvenuto anni dopo contiene, oltre al decreto del GIP, una bozza della richiesta di archiviazione con annotazioni manoscritte e un foglio spillato con correzioni, alcune recepite nel testo definitivo. Gli investigatori successivi rilevano inoltre che il Nucleo Informativo non aveva titolo per disporre della bozza corretta. Il ritrovamento del fascicolo permanente e della bozza annotata viene reso pubblico nel 2026, ma nel materiale finora disponibile non risulta identificato l’autore delle annotazioni.
🢚 FACT - 28 marzo 2017, ore 11:54 ANSA pubblica “Garlasco, archiviato inchiesta su Sempio”, precisando che il provvedimento del GIP è stato depositato quel giorno e ha accolto la richiesta della Procura. Fra il lancio ANSA del 6 gennaio e la notizia dell’effettiva archiviazione trascorrono ottantuno giorni.
🢚 FACT - 26 settembre 2025 Spoto e Sapone vengono sentiti separatamente a SIT sulle attività del 2017. Sapone nega inizialmente di avere mai parlato con Sempio, versione poi confrontata con i tabulati del 21–22 gennaio e con il suo numero rinvenuto nella rubrica telefonica dell’indagato. Spoto riferisce invece che l’8 febbraio si era trattenuto con Sempio anche per consentire l’installazione della microspia e, interrogato sul precedente contatto Sapone-Sempio, dichiara che, se aveva mostrato di conoscerlo, era perché Sapone stesso gliene aveva parlato, senza però saperne indicare la ragione. In un altro approfondimento avevo ricostruito anche che il rapporto professionale tra Venditti e Sapone risaliva a molti anni prima, come ha chiarito lo stesso Venditti, dichiarando di conoscere Sapone dal 1980, quando, uditore giudiziario alla Pretura di Stradella, lo aveva conosciuto come vicebrigadiere in forza alla polizia giudiziaria, per poi ritrovarlo a Pavia nel 2014. (cfr. SIT Giuseppe Spoto e Silvio Sapone del 26 settembre 2025; Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano, 21 aprile 2026).
🢚 FACT - 2 ottobre 2025 à Luciano Garofano, sentito a SIT, consegna agli investigatori le mail e la documentazione ricevute nel 2017 dai difensori di Sempio e conferma che il primo contatto con Lovati o Soldani era avvenuto certamente prima del 30 dicembre 2016. Fra gli atti consegnati compare la copia dell’istanza Giarda-Bocellari con il timbro del 13 dicembre e il visto di assegnazione a Barbaini del 16 dicembre. La SIT documenta ciò che Garofano aveva effettivamente ricevuto, ma non identifica alcuno come colui che gli aveva materialmente procurato quelle copie. (cfr. SIT Luciano Garofano del 2 ottobre 2025).
🢚 FACT - 3 novembre 2025 In una conversazione intercettata mentre Andrea e Giuseppe Sempio ripercorrono la vecchia indagine, Andrea ricorda che gli investigatori avevano posto proprio il problema cronologico di come facessero a parlare dell’archiviazione già a febbraio se questa sarebbe arrivata soltanto a marzo. Il nodo temporale ricostruito in questa timeline risulta quindi essere stato oggetto anche di domande investigative. (cfr. intercettazione del 3 novembre 2025; Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano, 21 aprile 2026).
🢚 FACT - 17 novembre 2025 Sentito nuovamente, Sapone modifica la precedente versione e ammette di avere cercato Sempio il 21 gennaio 2017. Sostiene che i magistrati avrebbero inizialmente voluto sentirlo a verbale per poi cambiare idea e che, quando Sempio lo richiamò il giorno successivo, avrebbe cercato di «sdrammatizzare la cosa». Prospetta inoltre di averlo potuto contattare per sapere quale telefono utilizzasse «per fini investigativi» e, quanto ai tentativi provenienti dalla propria postazione fissa, afferma che il telefono avrebbe potuto essere usato da altri. Nella stessa SIT fornisce formulazioni differenti anche sul colloquio del 22 gennaio, dichiarando prima «non gli ho detto della notifica» e poi «gli ho detto che dovevamo notificare un atto». (cfr. SIT Silvio Sapone del 17 novembre 2025; Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano, 21 aprile 2026).
🢚 FACT - metà novembre 2025, SIT Lovati Lovati riferisce che Tizzoni era suo amico ed ex praticante, di avergli chiesto gli atti del 2014, che fu lo stesso Tizzoni a suggerirgli Garofano fra il 27 e il 30 dicembre e che tra loro vi furono diversi contatti. Gli attribuisce inoltre l’anticipazione dell’intenzione di Venditti di sentire De Stefano. Sono dichiarazioni rese nel 2025 su episodi del dicembre 2016, non registrazioni contemporanee ai colloqui; la loro pubblicazione avverrà l’11 maggio 2026.
🢚 FACT - 20 novembre 2025 Giulia Pezzino smentisce la spiegazione fornita da Sapone tre giorni prima, escludendo che i magistrati lo avessero incaricato di convocare Sempio il 21 gennaio per poi revocare l’indicazione: dichiara che non vi fu alcun precedente invito, che nessuna delega era stata data a Sapone e definisce quella dinamica «francamente inverosimile». Nella stessa SIT riferisce di avere avuto con Tizzoni «sin da principio vari contatti e scambi di opinioni», di avere condiviso con lui alcuni aspetti dell’indagine e, alla domanda se fosse stato Tizzoni a suggerire di sentire De Stefano, risponde «sì, ritengo di sì». Alla domanda se, prima del deposito della richiesta di archiviazione, Tizzoni fosse stato informato delle determinazioni della Procura, risponde ancora «sì», precisando di avere condiviso con lui alcuni aspetti dell’indagine e che il legale non le aveva mai rappresentato l’intenzione di opporsi. Aggiunge inoltre che Tizzoni poteva avere procurato alla Procura alcuni atti del processo Stasi. La SIT sarà poi riportata pubblicamente da Repubblica. (cfr. SIT Giulia Pezzino del 20 novembre 2025; Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano, 21 aprile 2026).
🢚 FACT - 21 aprile 2026 La Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo ricostruisce documentalmente la circolazione del materiale trasmesso a Garofano il 13 gennaio 2017. Il confronto fra le diverse copie evidenzia elementi compatibili con il fascicolo di Brescia e altri particolari che rendono meno lineare quella provenienza, mentre non è stato possibile effettuare un riscontro completo sulla copia della Procura generale di Milano. La Nota rileva anche somiglianze fra annotazioni presenti nel fascicolo della Procura generale e un post-it rimasto fotocopiato nella documentazione arrivata a Garofano, senza però identificare Tizzoni quale autore del passaggio degli atti alla difesa Sempio. Nello stesso documento viene ricostruita la pagina della rubrica di Giuseppe intestata «AVVOCATO TIZZONI». (cfr. Nota di riepilogo del Nucleo Investigativo CC Milano, 21 aprile 2026).
🢚 FACT - 11 maggio 2026, ore 01:00 Repubblica rende pubblici diversi passaggi delle SIT Lovati e Pezzino, portando nel dibattito pubblico il racconto di Lovati sul suggerimento di Garofano e sull’anticipazione relativa a De Stefano, insieme alle dichiarazioni di Pezzino sui contatti e sugli scambi di opinioni con Tizzoni. L’articolo dell’11 maggio collega quindi dichiarazioni rese nel 2025 a circostanze già presenti nella documentazione del 2017.
🢚 FACT - 14 maggio 2026, ore 11:21 Pezzino ribadisce nella ricostruzione pubblicata da La Provincia Pavese che riteneva “normale condividere con Tizzoni i passi delle indagini”. La formula richiama quanto aveva già dichiarato nella SIT del 20 novembre 2025; il riferimento alla «parte civile» resta però improprio rispetto al procedimento 8283/16, nel quale i Poggi erano persone offese o comunque danneggiate dal reato, mentre la costituzione di parte civile apparteneva al precedente processo Stasi.
🢚 FACT - 16 maggio 2026 Una ricostruzione del Corriere della Sera riferisce che nel 2017 i magistrati pavesi non acquisirono il vecchio fascicolo processuale dalla Procura generale, ma lo ricevettero da Tizzoni, aggiungendo che Pezzino avrebbe consultato il legale dei Poggi in più momenti della nuova indagine. Si tratta di una ricostruzione giornalistica degli atti dell’indagine attuale, da mantenere come tale. Il passaggio sul fascicolo ricevuto da Tizzoni completa però il quadro dei rapporti informativi descritto dalla stessa Pezzino.
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