Da Clean a Garlasco
Quando Fabio Napoleone si è insediato alla Procura di Pavia, alla fine del 2021, aveva alle spalle quarant’anni di magistratura, una precedente esperienza direttiva, quattro anni al CSM e indagini nelle quali aveva lavorato anche con Stefano Civardi.
Non risultano atti dai quali si possa ricavare che fosse arrivato con l’intenzione di riesaminare Garlasco, vero è, invece, che il caso Poggi aveva continuato a muoversi anche dopo il giudicato, con i Carabinieri del Nucleo investigativo di Milano che erano tornati sugli atti tra il 2017 e il 2018 in relazione ai pedinamenti denunciati dall’avv. Giada Bocellari e la Procura di Pavia che nel 2020 aveva chiesto nuovi approfondimenti, mentre la difesa Stasi continuava a cercare una strada per la verità e la revisione.
Il contatto con la nuova gestione è arrivato nel 2022 quando Antonio De Rensis, entrato nella difesa accanto a Giada Bocellari, ha chiesto gli audio delle intercettazioni eseguite nel procedimento Sempio del 2017. L’istanza è passata attraverso Mario Venditti, uno dei magistrati che avevano seguito quel fascicolo, riportando Sempio sotto la lente della Procura e facendo affiorare domande sulla precedente gestione dell’indagine, alimentate dalle informazioni circolate sull’ingresso di De Rensis e dal successivo contatto di Stefania Cappa con il suo studio, episodio riferito dal legale allo stesso Napoleone.
La riapertura formale è arrivata dalla genetica, dopo che la difesa aveva prodotto un nuovo lavoro sul materiale prelevato dai margini ungueali di Chiara Poggi e Napoleone aveva deciso di sottoporlo alla verifica di Carlo Previderè e Pierangela Grignani, la cui relazione del febbraio 2024 ha fornito alla Procura l’elemento utile per tornare a indagare Andrea Sempio.
A mio personale avviso, l’innesco potrebbe però risalire al 2023, quando Clean, nata dagli accertamenti su ASM Pavia, appalti e utilizzo di denaro pubblico, ha iniziato ad allargarsi fino a Clean 2, portando l’attenzione sui rapporti fra Maurizio Pappalardo, già comandante del Nucleo informativo dei Carabinieri, e Antonio Scoppetta che, per oltre dieci anni, aveva lavorato nella sezione di polizia giudiziaria della Procura. Questo sviluppo potrebbe avere cambiato il modo di guardare anche al passato dell’ufficio, tanto che la stessa Procura generale di Milano ha poi richiamato la necessità di rivisitare alcuni procedimenti ai quali quel sottufficiale aveva collaborato, mentre Pappalardo è stato condannato in primo grado per corruzione e stalking e per Scoppetta la condanna a quattro anni e sei mesi è stata confermata in appello.
Proprio dagli accertamenti di Clean è stato acquisito nel novembre 2023 il telefono di Pappalardo, nel quale erano rimaste fotografie scattate il 24 dicembre 2016 relative agli atti del fascicolo Sempio, aperto da appena un giorno. La ricerca di altra documentazione ha poi fatto riemergere il fascicolo permanente del marzo 2017, la bozza della richiesta di archiviazione e materiali che il Nucleo informativo conservava, facendo entrare nella nuova Procura uomini, rapporti e vecchi procedimenti.
Le due linee hanno finito per avvicinarsi anche sul denaro movimentato dalla famiglia Sempio nel periodo della prima indagine, con assegni per 43 mila euro provenienti dalle zie e circa 35 mila euro monetizzati attraverso assegni e prelievi, mentre nelle intercettazioni Giuseppe Sempio parlava della necessità di pagare "quei signori lì". Di questa massa di denaro una destinazione certa esiste per i 6.344 euro versati con bonifico e fattura a Luciano Garofano per la consulenza genetica del 2017, mai depositata.
Il resto continua a lasciarmi perplessa, soprattutto dopo l’archiviazione di Venditti arrivata proprio oggi. Brescia non ha trovato denaro finito all’ex procuratore né contatti con i Sempio fuori dalle sedi istituzionali, mentre Giulia Pezzino aveva riferito di avere predisposto lei la richiesta di archiviazione del 2017, condividendola con Venditti che supervisionava il procedimento. La famosa affermazione di Venditti, secondo cui gli sarebbero stati sufficienti "21 secondi" per archiviare, resta dentro una gestione dell’indagine che continua a innescare domande, così come resta difficile ricondurre decine di migliaia di euro a un’attività difensiva della quale almeno una parte appare ormai ricostruibile. Gli stessi ex legali di Sempio hanno riferito a Brescia di compensi non tracciati, con Federico Soldani che ha parlato di 45 mila euro destinati al collegio difensivo e Simone Grassi che ha dichiarato di non avere svolto attività, ammettendo entrambi pagamenti in nero.
Venuto meno Venditti, quindi, il problema dei soldi non scompare ma cambia destinatario possibile, tanto che l’archiviazione disposta oggi precisa che l’ipotesi di reato resta aperta nei confronti di altre persone e gli atti vengono trasferiti a Pavia.
Non è credibile trasformare automaticamente ogni movimento della famiglia Sempio in denaro illecito, ma neppure liquidare somme di quell’entità come normale costo di una difesa per meno di tre mesi senza chiedersi a chi siano state versate e per quali attività, soprattutto quando una parte documentata della spesa, quella per Garofano, vale poco più di seimila euro.
Il 14 febbraio 2024 Napoleone, Andrea Zanoncelli e Valentina De Stefano avevano chiesto di riaprire le indagini su Sempio e, dopo due rigetti, Napoleone e Civardi avevano portato la questione in Cassazione, ottenendo l’annullamento del provvedimento e, nel gennaio 2025, l’autorizzazione a procedere.
Il percorso che ha condotto Napoleone a Garlasco appare quindi meno lineare guardando oltre la sola genetica. La difesa Stasi ha riportato Sempio davanti alla Procura, la consulenza genetica ha fornito lo strumento processuale per chiedere la riapertura, mentre Clean, entrando dentro uomini e meccanismi della vecchia Pavia giudiziaria, può avere cambiato il contesto nel quale quelle acquisizioni venivano lette. Partita dagli appalti ASM, ha recuperato pezzi della prima indagine Sempio e, con l’archiviazione di Venditti che non chiude l’ipotesi di corruzione ma la restituisce a Pavia senza di lui, finisce oggi per riportare una parte di quella storia proprio nell’ufficio guidato da Napoleone.
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