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Dall’apocalisse giudiziaria all’apocalisse mediatica

Dall’apocalisse giudiziaria all’apocalisse mediatica
Dall’apocalisse giudiziaria all’apocalisse mediatica Silent Jo

Sto partecipando anch’io a questo stato di simil euforia per l’arrivo del 28 settembre, data cruciale nel possibile prosieguo della vicenda di Garlasco, ma mi rendo conto di quanta confusione si sia accumulata, come se più di qualcuno s’attendesse domani di vedere sirene spiegate, l’indagato in ceppi o chissà quale rivoluzione copernicana da The Day After. Non accadrà nulla di tutto questo perché, salvi eventi clamorosi, domani la Procura potrebbe al massimo comunicare l’avvenuta notificazione del secondo avviso ex art. 415-bis.

Nelle ultime settantadue ore si sono sovrapposte informazioni acquisite di trafelato, auspici e interpretazioni, creando un marasma nel quale è utile rimettere in ordine pochi passaggi, a partire dalla relazione di Catanesi.

La relazione è attesa entro il 28 settembre perché quella è la data di scadenza delle indagini, ma non conosciamo l’esistenza di un termine personale assegnato al consulente e l’art. 359 c.p.p. non ne stabilisce uno autonomo per la consegna dell’elaborato, e va comunque distinto il compimento dell’attività tecnica dalla redazione e dalla consegna della relazione, poiché un deposito successivo non rende per questo l’elaborato tardivo o inutilizzabile.

Catanesi potrebbe ritenere sufficiente il materiale esaminato e formulare le proprie conclusioni, indicare quali valutazioni non abbia potuto completare senza il colloquio con Sempio oppure ritenere impossibile concludere il lavoro senza quell’esame diretto. In quest’ultimo caso la Procura, non considerando quell’approfondimento indispensabile per chiudere le indagini, potrebbe aver deciso di procedere con il nuovo 415-bis lasciando incompleto l’accertamento.

Non saremmo quindi di fronte a una consulenza conclusa e sottratta al deposito, ma a un lavoro privo di un elaborato definitivo, mentre, se la relazione fosse già conclusa e acquisita, dovrebbe essere messa a disposizione della difesa. La scadenza delle indagini non coincide con la scadenza di Catanesi né chiude il procedimento, perché con la notificazione del nuovo 415-bis si apre la fase difensiva e i venti giorni decorrono dalla notifica dell’avviso, non dal 28 settembre.

La difesa potrà esaminare le nuove carte con i propri consulenti, depositare memorie, documenti, investigazioni e consulenze, chiedere nuovi atti d’indagine oppure l’interrogatorio di Sempio, e già dopo il primo 415-bis, le consulenze e le osservazioni difensive portarono la Procura a disporre nuovi approfondimenti, alcuni dei quali entrano ora nel fascicolo.

Se non emergesse la necessità di altri accertamenti, conclusa questa fase il PM potrebbe chiedere l’archiviazione oppure esercitare l’azione penale mentre, se la difesa chiedesse nuovi atti e il PM decidesse di compierli, avrebbe trenta giorni dalla richiesta, prorogabili dal GIP fino a sessanta e, qualora Sempio chiedesse di essere interrogato, il PM sarebbe tenuto a procedervi.

Insomma, domani non arriva l’Armageddon, più semplicemente scade un termine e, con la notificazione del nuovo 415-bis, se ne apre un altro.

La vera novità potrebbe arrivare dalla nuova discovery perché, con la circolazione delle nuove carte, è presumibile che molto del materiale finisca presto anche nelle mani dei giornalisti, regalando a tutti noi pantagrueliche rivelazioni con cui titillarci fino alla prossima scadenza.

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