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Garlasco's never ending story

… e De Rensis entra de relato

Garlasco's never ending story
Garlasco's never ending story Silent Jo

§ Fact § Il 22 aprile 2026 Stefania Cappa querela Antonio De Rensis.

§ Fact § Due giorni dopo Chiara Ingrosso deposita un esposto nel quale compare anche una chat del 10 dicembre 2025, in cui vengono attribuite a De Rensis affermazioni che, in quella conversazione, De Rensis non pronuncia.

§ Fact § Sappiamo che la telefonata del 23 gennaio 2026, registrata dalla Ingrosso, ebbe luogo mentre la giornalista si trovava a casa di Stefania Cappa, presente accanto a lei, e che la stessa Ingrosso ha dichiarato che nella querela Cappa erano riportati eventi da lei vissuti durante quella conversazione.

Vi è una sovrapposizione singolare che, benché non provi alcuna concertazione, impone di guardare ai rapporti tra i soggetti e alla circolazione delle informazioni.

Quattro mesi dopo, la chat del 10 dicembre confluisce nell’esposto Ingrosso, aka un’informazione de relato viene spesa davanti all’autorità giudiziaria per sostenere una ricostruzione del presunto comportamento di De Rensis, imponendo di comprenderne provenienza e verifiche effettuate.

Tra Ingrosso e De Rensis esisteva un canale diretto, come rivelato dall’avvocato di Stasi, che ha anche detto che già il 2 dicembre 2025 la giornalista gli chiedeva «spifferi da Moscova». Otto giorni dopo, nella chat poi allegata all’esposto, qualcuno attribuiva a De Rensis l’affermazione secondo cui Marco Poggi e Andrea Sempio avrebbero avuto una liaison.

Lo screenshot che circola sui social mostra un gruppo WhatsApp il cui nome, per quanto visibile, è GARLASCO never en…; il completamento in never ending story sembra plausibile.

Nella schermata del 10 dicembre 2025 una partecipante scrive «De Rensis vuole tirare in ballo il fratello di Chiara» e subito dopo aggiunge «dice che aveva una storia omo con Sempio» e poco dopo soggiunge «Questa è la fantasia malata di De Ren…».

De Rensis nella chat non c’è, non scrive quelle parole, non c’è l’inoltro di un suo messaggio né viene riportato un suo audio. È un’altra persona ad attribuirgli la volontà di coinvolgere Marco Poggi e la presunta dichiarazione sulla relazione con Andrea Sempio.

Le cronache di aprile consentono di capire che quella schermata è parte dei materiali dell’esposto Ingrosso e Open, il 28 aprile 2026 descriveva una chat della redazione di FarWest nella quale a De Rensis venivano attribuite quelle affermazioni e quella condotta.

La relazione Poggi-Sempio viene definita una «fantasia», mentre la paternità della fantasia viene attribuita a De Rensis come dato acquisito, senza che quello stralcio dica chi lo abbia sentito pronunciare quelle parole, quando e in quali circostanze.

Compare anche un «come forse ti ha detto Salvo» che, se fossimo nella chat della redazione di FarWest, verosimilmente rimanda a Salvo Sottile; non sappiamo se l’abbia detto né se il riferimento riguardasse la storia Poggi-Sempio perché, anche qui, manca la fonte e a una terza persona viene attribuita un’affermazione de relato, again.

Se falsa, l’attribuzione a De Rensis potrebbe integrare la diffamazione, ove comunicata a più persone, con l’aggravante del fatto determinato prevista dall’articolo 595, secondo comma, c.p., ricorrendone gli altri presupposti, in quanto una chat di gruppo può integrare la comunicazione con più persone richiesta dalla fattispecie, senza che ciò comporti automaticamente anche l’aggravante del mezzo di pubblicità. (MisterLex)

I personaggi che ruotano attorno all’omicidio della Dottoressa Chiara Poggi sembrano accumulare coincidenze singolari. Cappa presenta la querela il 22 aprile, Ingrosso deposita l’esposto il 24 e poi emerge che la telefonata registrata dalla giornalista si svolse a casa Cappa, con Cappa presente; la stessa Ingrosso ha dichiarato che nella querela erano riportati eventi da lei vissuti durante quella conversazione.

Cosa prova questa successione? Da sola, nulla, ma induce a non trattare le due iniziative come percorsi necessariamente autonomi, perché fatti vissuti dalla Ingrosso risultano già rappresentati nella querela depositata dalla Cappa due giorni prima del suo esposto.

De Rensis sostiene che la telefonata fosse stata programmata su richiesta di Salvo Sottile, che gli aveva chiesto di mettere Ingrosso in contatto con Alessandro De Giuseppe. Nell’audio diffuso da Quarto Grado, salvo tagli o montaggi, si sente De Rensis dire «te lo passo», il che farebbe risalire l’inizio della registrazione a prima del colloquio tra Ingrosso e De Giuseppe.

Sed domanda spontanea nascet … quando Ingrosso iniziò a registrare e perché? Perché ricevette una telefonata programmata mentre accanto a lei si trovava Stefania Cappa, ossia la persona della quale avrebbe poi parlato con insistenza a De Giuseppe? Cappa sapeva che quella conversazione veniva registrata?

Sono interrogativi già posti nel mio precedente What IF cui oggi si aggiunge un altro elemento, ovvero che il 21 maggio De Rensis rese pubblica la telefonata ricevuta da Stefania Cappa il 13 luglio 2022 e ne sottolineò la coincidenza con il ritiro dei CD; il giorno dopo i legali della Cappa annunciarono iniziative anche disciplinari. LaPresse, 22 maggio 2026. (LaPresse)

Il richiamo al terreno disciplinare apre anche la prospettiva opposta. Il CNF ha già censurato la reiterata proposizione di denunce-querele infondate contro un collega e, in altra vicenda, la registrazione clandestina di un collega predisposta ex ante con finalità perlustrative. (Codice Deontologico CNF)

Fattispecie diverse, certamente, ma se emergesse il coinvolgimento consapevole di un avvocato nella predisposizione o nell’utilizzo di una situazione costruita contro un collega, il problema potrebbe andare ben oltre una controquerela.

Attribuzioni false a De Rensis potrebbero aprire profili diffamatori e risarcitori; rappresentazioni consapevolmente non veritiere offerte all’autorità giudiziaria richiederebbero ulteriori valutazioni, anche penali, secondo il contenuto dell’atto e l’elemento soggettivo; l’eventuale coinvolgimento di altri professionisti potrebbe aprire anche il profilo disciplinare.

La chat del 10 dicembre non prova ciò che De Rensis avrebbe detto, ma documenta che qualcuno glielo attribuiva davanti a più persone e che, quattro mesi dopo, quella stessa informazione venne utilizzata in un esposto contro di lui.

Capire da dove provenisse, come fosse stata verificata e quanto fossero autonomi percorsi oggi sempre più intrecciati non significa postulare una regia, ma verificare quante di queste coincidenze possano ancora essere affidate al caso.

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