Indovinate cosa è successo di nuovo su Garlasco?
Un beato fico secco!
Sapevatelo su Garlascheshional Channel, il canale nel quale ogni giorno accade qualcosa di clamoroso che era già accaduto tutti i giorni prima. Ma vuoi mettere rivederlo su un’altra rete, con la grafica più drammatica e la scritta "ESCLUSIVO" capace di farci dimenticare che l’avevamo già visto tre mesi prima?
Dal 7 settembre a ieri abbiamo appreso moltissimo, praticamente niente.
Ben tre nuove consulenze della difesa Stasi, sull’ora della morte, sulle scarpe e le impronte, sul materiale genetico. Si mormora anche di un’attività investigativa difensiva molto interessante, forse interessantissima, della quale non sappiamo assolutamente nulla.
Grandi novità sull’ora della morte, che in un processo per omicidio pare abbia una sua importanza. Torna quindi il contenuto gastrico di Chiara Poggi e l’ipotesi di spostare il decesso, senza però sapere a che ora abbia fatto colazione.
Dal "potrebbe incidere sulla revisione" alla revisione praticamente fatta il passo televisivo è brevissimo. Procura generale di Milano e difesa Stasi non hanno annunciato nulla, ma la revisione come riempitivo funziona sempre, come la lecitina di soia negli anni Ottanta, buona da infilare ovunque.
Sul fronte Sempio, protagonista assoluto il colloquio che non c’è stato, del quale eravamo già ampiamente informati, non foss’altro che per la metodicità con cui non s’è mai presentato.
E allora perché, percome, Catanesi, intercettazioni, scritti, diari, soliloqui, forum, donne, seduzione, società ideale e materiale assortito. Manca la lista della spesa del 2004, poi potremo stabilire il rapporto di Andrea Sempio con le mezze maniche e valutarne le ricadute sulla scena del crimine e, perché no, sulla sua psiche.
Grande rientro di Giletti con gli appunti manoscritti acquisiti dagli investigatori, finalmente approdati in televisione.
Li aveva già pubblicati Albina Perri su Giallo? So what!
Quel numero è un 3 o un 5? Sarà il 13? Di quale mese, di quale anno? E quella C., Chiara, Carmela, Celestina? E chi se ne frega se con l’inquadratura stretta e la musica inquietante ci escono comunque tre quarti di puntata.
Di nuovo l’impronta, la scarpa, la misura del piede e la consulenza che forse verrà depositata e forse no, in trepidante attesa dello scarparo definitivo, quello che la difesa Sempio calerà con la crudele precisione di un boia e che finalmente stabilirà se quel piede fosse un piede, un mezzo piede o un piede di porco.
DNA ungueale e linea maschile. "Può appartenere a diecimila persone!" Eccerto, ma minga stavano tutti a Garlasco. Prove me wrong.
Bicicletta, pedali, DNA sui pedali, arma mai trovata e naturalmente lo scontrino, perché Garlasco senza scontrino sarebbe come Sanremo senza Vessicchio.
Grande spazio anche alla scienza delle facce, uno aveva lo sguardo torvo, uno sorrideva poco, quello era troppo freddo, quell’altro troppo allegro, uno parlava troppo e l’altro troppo poco. Manca il calibro per misurare l’intensità dello sguardo e potremmo depositare anche questa.
Nell’angolo del raccapriccio, ingresso trionfale della Maiolo fra maschi depravati, pulsioni e interpretazioni varie, perché quando scarseggiano i fatti si può sempre psicanalizzare qualcuno dal divano di uno studio televisivo.
Sul fronte Cassese, grande attività dell’avvocato Biscotti che, con quell’aria da Massimo della Pena e una persistente allergia a farsi i cazzi propri, si occupa di Stasi, di revisione, mai del suo assistito.
Lato esposti, tutto archiviato oppure no, io ti querelo, tu quereli me, ah ah, gne gne, non mi hai fatto niente, faccia di serpente, insomma, più che una sottotrama uno spin-off, Garlasco, gli esposti colpiscono ancora.
Massimo Lovati si è invece conquistato una serie tutta sua con l’avvio del processo per diffamazione, senza rinunciare a dirci cosa pensa delle vecchie indagini, di Sempio, della revisione Stasi e, appena avanza tempo, del destino dell’universo, probabilmente riconducibile a The Big Frog.
Per finire, "Stasi rompe il silenzio", "il nuovo Stasi", "le parole che cambiano tutto", dove poche parole strappate con un microfono ficcato davanti alla bocca mentre tentava semplicemente di andare al lavoro, a casa o comunque di farsi i cazzi suoi diventano immediatamente notizia.
Otto giorni di annunci di annunci, consulenze di consulenze, svolte che preparano altre svolte e rivelazioni già rivelate, in una monumentale edizione televisiva di Aspettando Godot.
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