L'albero genealogico delle consulenze
Nel novembre 2011 Alberto Marino, ufficiale del RIS di Parma, ha chiesto alla Polizia municipale di Milano la cancellazione di eventuali contravvenzioni relative ai giorni 7, 10, 14, 17, 18, 19, 29 e 30, dichiarando di essere stato convocato in Tribunale da Laura Barbaini, che ne ha confermato gli impegni con una nota manoscritta. In quel periodo la Barbaini sosteneva l'accusa nel primo appello contro Alberto Stasi, per il quale chiedeva la condanna a trent'anni. Non è dato sapere a quale titolo abbia convocato Marino quattro anni dopo la sua nomina, quali attività gli abbia affidato e dove siano confluiti gli elaborati.
Nel 2007 Rosa Muscio, pubblico ministero a Vigevano, aveva nominato Marino e Aldo Mattei consulenti per gli accertamenti biologici e dattiloscopici, scegliendoli su indicazione del vicecomandante del RIS Marco Pizzamiglio. Quest'ultimo, nella SIT del 25 settembre 2026, ha riferito che Luciano Garofano, rientrato dalle ferie, non aveva preso benissimo le nomine personali, preferendo una delega al reparto. Garofano è intervenuto nella gestione degli accertamenti e nella formulazione delle relazioni tecniche, senza che risultino provvedimenti di nomina a suo favore o del RIS per quelle consulenze, mentre in recenti interventi televisivi ha dichiarato di essersi accordato con la PM Muscio.
Marzio Capra aveva prestato servizio nel RIS come vicecomandante alle dipendenze di Garofano e Gian Luigi Tizzoni, nel libro Processo Garlasco: diritto alla verità, racconta di averlo conosciuto nella primavera del 2007, quando lo aveva incaricato in un altro procedimento, e dell'amicizia che ne nacque. Capra risulta passato alla libera professione nel 2007, prima di diventare consulente dei Poggi.
Il 25 marzo 2014 Marino ha comunicato al comandante del RIS Giampietro Lago i risultati degli accertamenti sul sifone e sul miscelatore del bagno di casa Poggi, mentre nella SIT del 10 settembre 2026 ha richiamato i rapporti con Barbaini, menzionando documenti conservati nei faldoni di Parma che non erano stati trasmessi.
Nel 2014 Dario Redaelli, proveniente dalla Polizia scientifica di Milano e oggi consulente dei Poggi, ha inviato via email a Barbaini fotografie dei pedali della bicicletta di Stasi, sui quali Tizzoni e Francesco Compagna avevano sollevato la questione del presunto scambio con una memoria del 30 giugno. Nella relazione del 21 ottobre Barbaini ha escluso tale ipotesi, sostenendo nella requisitoria del 24 novembre che i pedali Wellgo montati sulla Umberto Dei potessero provenire da un'altra bicicletta.
Tizzoni, evidentemente scopertosi esperto di biciclette, ha alimentato un'ipotesi sulla quale sono intervenuti Barbaini e Redaelli, mentre gli accertamenti RIS presentavano criticità rimaste ai margini del processo, con il Combur negativo, il Luminol che non aveva restituito luminescenza significativa e l'origine ematica del DNA non dimostrata.
Le due corse elettroforetiche negative del 20 settembre 2007, eseguite sullo stesso estratto dei profili positivi, non erano state consegnate ad Avato e Fabbri né ai periti nominati da Vitelli nel 2009. Poiché gli esiti negativi delle corse e la documentazione relativa al test OBTI sono emersi soltanto con le nuove indagini, dopo essere rimasti assenti dai fascicoli dei precedenti giudizi, occorre ricostruire anche la vicenda degli approfondimenti richiesti e negati.
Dalle dichiarazioni di Massimo Lovati sappiamo che Tizzoni, Angela Taccia e Federico Soldani erano stati suoi praticanti, prima di ritrovarsi il primo nell'assistenza ai Poggi e gli altri due nella difesa Sempio. Nella SIT del novembre 2025 Lovati ha riferito che Tizzoni gli aveva suggerito Garofano come consulente tra il 27 e il 30 dicembre 2016, anticipandogli l'intenzione di Mario Venditti di sentire Francesco De Stefano. Nel gennaio 2017 Federico Soldani, difensore di Sempio insieme a Lovati e Taccia, ha trasmesso a Garofano documentazione del processo Stasi affinché potesse esaminarla nell'ambito della consulenza.
Il 17 gennaio 2017 Barbaini ha inviato a Venditti un appunto di tredici pagine, privo di firma, nel quale definiva la pista Sempio priva di razionalità, prima ancora che l'indagato fosse interrogato ma è emersa anche una seconda versione di 31 pagine, datata 23 gennaio, della quale rimangono da chiarire il contenuto e le circostanze della redazione.
Nella SIT del 20 novembre 2025 Giulia Pezzino ha dichiarato di avere intrattenuto con Tizzoni sin da principio vari contatti e scambi di opinioni, di averne condiviso alcune valutazioni e di non escludere che l'avvocato le avesse procurato documentazione del processo Stasi, riferendo altresì di essersi confrontata anche con Barbaini insieme a Venditti e, alla domanda se fosse stato Tizzoni a suggerire l'audizione di De Stefano, ha risposto affermativamente.
Tizzoni avrebbe suggerito Garofano alla difesa Sempio e De Stefano alla Procura, intrattenendo rapporti con Pezzino durante le indagini. Nell'intercettazione del 21 febbraio 2017 la famiglia Sempio attribuiva a Tizzoni, attraverso Lovati, informazioni sulla possibile archiviazione, della quale la stampa aveva già singolarmente anticipato l'eventualità con una precocità allarmante.
A pagina 265 dell'informativa dei Carabinieri di Milano dell'8 maggio 2026 sono documentati anche contatti diretti fra Tizzoni e Sempio, dal cui telefono è stato recuperato un messaggio cancellato del 27 giugno 2017, ore 20.47.
Ho incontrato avv. tizzone in campagna con il suo cane ci aspetta x un aperitivo da definire ciao
Il 3 novembre 2020, nel diario digitale di Sempio, è stata rinvenuta un'altra annotazione: parlato con tizzoni.
Nel percorso sin qui attraversato vanno segnalate anche le email del 2008 nelle quali Garofano suggeriva ai collaboratori come formulare le conclusioni tecniche, invitando Mattei a insistere sull'unicità del disegno delle impronte e a prospettare una misura della scarpa, pur non risultando nominato consulente da Muscio.
Nel 2025 Garofano è tornato nella difesa Sempio, Capra ha continuato a operare per i Poggi e Redaelli, insieme al dattiloscopista Calogero Biondi, ha contestato l'attribuzione dell'impronta 33 e nella difesa Sempio sono intervenuti Armando Palmegiani e Luigi Bisogno.
Le provenienze professionali delineano un quadro nel quale dal RIS di Parma emergono Garofano, Marino, Mattei, Pizzamiglio e Capra; dalla Polizia scientifica Redaelli, Biondi e Palmegiani, mentre Bisogno ha prestato servizio nella Scientifica di Napoli. Garofano e Palmegiani hanno assunto incarichi per Sempio, Capra, Redaelli e Biondi per i Poggi, mentre Marino e Mattei erano stati nominati dalla Procura di Vigevano su indicazione di Pizzamiglio.
La convergenza tra parte civile e accusa sulla responsabilità di Stasi precede l'indagine su Sempio e, attraverso Tizzoni, si ricostruiscono rapporti con Capra, Lovati, Garofano, Barbaini, Pezzino e lo stesso Sempio.
Questa rete appare quantomeno singolare, anche se resta da accertare se e quanto abbia inciso sulla scelta dei consulenti, sulla circolazione degli atti e sulle valutazioni che hanno continuato a sostenere la responsabilità di Stasi anche dopo l'emergere di una possibile alternativa.
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