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Non inzuppate i Biscotti

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Non inzuppate i Biscotti Silent Jo

Al 28 settembre, indicato dalla Procura come termine degli ulteriori accertamenti disposti dopo le osservazioni della difesa Sempio e successivi all’avviso di conclusione delle indagini notificato il 7 maggio, viene attribuito un valore decisivo. Avvicinandosi quella data, accanto alla revisione, ci si interroga sull’ipotesi che Alberto Stasi possa costituirsi parte civile in un eventuale processo ad Andrea Sempio.

Poiché Stasi è condannato in via definitiva, la questione non è affatto piccola e quella sentenza continua a produrre i suoi effetti, nulla spostando la convinzione della Procura di Pavia che indica Sempio quale unico autore. L’articolo 74 consente, in astratto, di costituirsi a chi assuma di avere subito un danno dal reato, ma qui si sovrappongono una condanna irrevocabile che attribuisce l’omicidio a Stasi e un’accusa che lo estromette dalla scena criminosa.

Il 28 settembre non comporta automaticamente una richiesta di rinvio a giudizio, benché quello sia il sentiment prevalente, e proprio il tempo successivo potrebbe diventare decisivo. Su un binario parallelo corre la revisione, che può essere chiesta tanto da Stasi quanto dalla Procura generale di Milano, con iniziative autonome davanti alla Corte d’appello di Brescia, mentre è plausibile che la difesa attenda gli ultimi esiti di Pavia per costruire la richiesta sull’intero materiale nuovo.

Se il deposito avvenisse tra ottobre e novembre, seguirebbe il vaglio previsto dall’articolo 634, privo di un termine prestabilito. Non occorre una formale pronuncia di ammissione e, superato il vaglio, si procederebbe alla citazione per il giudizio di revisione, dovendo trascorrere almeno quaranta giorni prima dell’udienza.

Sarebbe quindi possibile un’udienza tra la fine del 2026 e i primi mesi del 2027, con gennaio-marzo quale finestra più plausibile e, ove il materiale raccolto da Pavia fosse ritenuto sufficiente, una decisione nella prima metà dell’anno, mentre nuove perizie, testimonianze o acquisizioni ne allungherebbero i tempi.

Prima della sentenza potrebbe intervenire l’articolo 635, che consente alla Corte di sospendere in qualunque momento l’esecuzione della pena, misura eccezionale che richiede una concreta prognosi favorevole sulla revisione e che, pur non cancellando il giudicato, modificherebbe sensibilmente la posizione di Stasi.

Se Pavia chiedesse il rinvio a giudizio tra la fine del 2026 e i primi mesi del 2027, Stasi potrebbe quindi arrivare all’udienza preliminare con la revisione pendente, l’esecuzione sospesa oppure, nello scenario più rapido, una pronuncia di Brescia già intervenuta.

Solo l’accoglimento della revisione, revocando la condanna, eliminerebbe l’ostacolo principale mentre negli altri casi Stasi potrebbe comunque tentare la costituzione e la difesa Sempio chiederne l’esclusione, sostenendo che non possa qualificarsi come danneggiato dall’omicidio chi, per giudicato, continua a esserne l’autore.

Nemmeno l’esclusione all’udienza preliminare chiuderebbe la partita, perché l’articolo 80 consente una nuova costituzione prima dell’apertura del dibattimento, permettendo a Stasi, se la revisione fosse ancora pendente, di ripresentarsi qualora Brescia avesse nel frattempo revocato la condanna. La questione non è dunque soltanto se possa costituirsi parte civile, ma dove sarà arrivata la revisione quando il procedimento Sempio entrerà nella fase processuale, facendo del 28 settembre non una fine, quanto l’avvio di due percorsi destinati eventualmente a incrociarsi.

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