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Stasi non va graziato, va riabilitato

Stasi non va graziato, va riabilitato
Stasi non va graziato, va riabilitato Silent Jo

Il 19 ottobre scadrà il termine entro il quale la difesa di Andrea Sempio potrà depositare le proprie memorie, dopo aver esaminato gli atti della Procura di Pavia.

Ho il vago sentore che gli avvocati Cataliotti e Taccia stiano aspettando, rectius sperando, che Bocellari e De Rensis, oppure la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni, presentino la richiesta di revisione del processo Stasi, mettendo sul tavolo argomenti e prove che potrebbero tornare utili anche alla difesa dell'indagato, impegnatissimo nel #VittimismTour.

Da qualche tempo, la mancata presentazione della revisione sembra essere diventata un’ossessione oltre che motivo di sfottò nei confronti dei legali di Alberto Stasi, che continuano a opporre un granitico silenzio. Basterebbe un minimo di acume per comprendere che la decisione riguarda Stasi e la sua difesa e che depositare la richiesta comporterebbe necessariamente la disclosure degli elementi nuovi sui quali intende fondarla.

Capisco che per certi buontemponi l'auspicio di avere davanti gente con l'anello al naso sia bellissimo, quasi quanto la storia del misterioso DNA sulla bicicletta transgender e del cucchiaino, ma temo sia del tutto vano e suggerirei, a chiunque sperasse di attingere all'enorme lavoro della difesa Stasi, di mettersi a lavorare, sbucciarsi i gomiti e sviluppare la doppia gibbosità di leopardiana memoria, anziché attendere che vent'anni di sofferenze, ricerche e battaglie giudiziarie gli vengano serviti su un piatto d'argento e, mi si perdoni il francesismo, mira ed dido!

Dopo quanto sta emergendo dai faldoni del RIS di Parma, davvero qualcuno pensa che questa difesa voglia ancora farsi gabbare?

C'è voluta la Procura guidata dal dottor Napoleone per scoprire che il 20 settembre 2007 il RIS aveva eseguito due corse elettroforetiche negative sul medesimo campione dal quale, il giorno precedente, era stato ricavato il profilo genetico attribuito a Chiara Poggi. Sono riemersi anche un test OBTI negativo e un foglio di lavoro del 26 settembre relativo a un ulteriore campione dei pedali, nel quale era stata quantificata una componente di DNA maschile, risultati che non figuravano nella documentazione processuale allora disponibile e dei quali, per quanto oggi conosciamo, non risulta fosse stata informata l'autorità giudiziaria, mentre i due tracciati negativi non erano stati consegnati nemmeno ai consulenti della difesa e ai periti del giudice Vitelli.

Cos'altro è rimasto nei faldoni del RIS?

Per comprendere la gravità della questione basta rileggere la Cassazione che, nel respingere l'ottavo motivo di ricorso di Stasi, aveva preferito le conclusioni del RIS a quelle dei periti Varetto, Robino e Bison, valorizzando anche il fatto che gli accertamenti negativi di questi ultimi fossero intervenuti due anni dopo, quando gran parte del materiale era già stata asportata, senza sapere che lo stesso laboratorio al quale accordava preferenza aveva ottenuto risultati discordanti già nel settembre 2007, a distanza di appena ventiquattr'ore, senza darne conto nella documentazione sottoposta ai giudici.

Se sento ancora parlare di semplice controversia fra consulenti, giuro che spengo la televisione, perché qui abbiamo un giudicato formatosi senza che tutti gli esiti delle analisi fossero stati portati a conoscenza dei giudici e trovo insopportabile la disinvoltura con la quale si continua a discettare della vita di un ragazzo finito in galera sulla base di un quadro probatorio del quale oggi scopriamo lacune gravissime, tanto che qualcuno ha persino suggerito la grazia per Stasi, proposta che comprendo ma che considero insufficiente, perché ritengo che il suo nome debba essere ripulito proprio nelle sedi giudiziarie nelle quali è stato macchiato.

Con sgomento ma non con troppa sorpresa abbiamo persino scoperto la distruzione degli eluati nel 2016 e del ritrovamento di una consulenza personologica attribuita ad Alessandra Bramante, non commissionata dalla Procura, costruita sugli interrogatori secretati di Stasi e della quale la presunta autrice nega persino la paternità.

Come tenere fuori da questo orrore le orrorifiche e r.a.c.c.a.p.r.i.c.c.i.a.n.t.i. email di Luciano Garofano che, pur non avendo ricevuto un incarico personale di consulenza dalla Muscio, suggeriva a Mattei di spingersi un po' sull'unicità del disegno della suola e di adombrare una misura, riservando ai consulenti della difesa l'invito a ridicolizzare le baggianate?

A fronte di tutto questo, mi chiedo quali altre risultanze non siano state consegnate ai giudici e quanto quelle effettivamente utilizzate possano avere risentito di indicazioni estranee a una valutazione scientifica imparziale, mentre gli approfondimenti della Procura di Pavia potrebbero individuare eventuali responsabilità personali, con possibili sviluppi giudiziari anche a Brescia.

Non escludo affatto che Bocellari e De Rensis intendano attendere proprio perché il lavoro ancora in corso potrebbe cambiare profondamente i presupposti di una futura revisione, né immagino che la Nanni abbia interesse ad anticipare iniziative mentre continuano a emergere documenti, lasciando così Cataliotti e Taccia ad affrontare il procedimento Sempio senza poter contare, nei tempi sperati, sulle carte della difesa Stasi.

Faites vos jeux, ad Alberto Stasi pensano gli ottimi legali e consulenti di cui è circondato e pensano anche tanti cittadini italiani che avvertono il peso di quella che ritengono un'ingiustizia, tanto più intollerabile alla luce delle gravissime anomalie emerse nelle indagini e nella gestione degli accertamenti del RIS, anomalie che impongono di verificare fino a che punto abbiano inciso sulla formazione della sentenza che lo ha condannato.

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