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The Financo Team chiede un time out

... ma il tempo non si può più fermare

The Financo Team chiede un time out
The Financo Team chiede un time out Silent Jo

Ci hanno fracassato i didimi a suon di "le parole della Procura hanno valore zero", con tanto di manina agitata da Cataliotti nell'eloquente gesto tutto italico, mentre lo squadrone difensivo di Andrea Sempio al completo imperversava nei salotti televisivi per magnificare consulenze ad altissimo tasso di scientificità, capaci, a detta loro, di demolire l'accusa, salvo poi, all'approssimarsi del confronto giudiziario, aggrapparsi a qualunque appiglio pur di differirlo, fino a rispolverare persino quella questione di legittimità costituzionale che avevano escluso di voler sollevare.

Il buon Cataliotti, che assicurava di poter ottenere il proscioglimento dell'assistito già in udienza preliminare, sostiene ora con altrettanta veemenza che la revisione della condanna di Alberto Stasi dovrebbe precedere il procedimento Sempio, del quale vorrebbe ottenere la sospensione.

Ma come, e tutte quelle fantasmagoriche consulenze risolutive? Se bastassero a demolire l'impianto accusatorio, quale migliore occasione dell'udienza preliminare per dimostrarlo? E perché invocare la conclusione di un procedimento che riguarda un altro soggetto e risponde a presupposti giuridici differenti?

Cataliotti potrebbe anche avere argomenti per denunciare una lacuna normativa nella gestione di procedimenti relativi al medesimo omicidio, ma da ciò non discende alcun impedimento automatico a procedere. L'art. 649 c.p.p. vieta un secondo giudizio nei confronti della stessa persona per il medesimo fatto, mentre Sempio non è Stasi e il principio del ne bis in idem non opera tra imputati diversi. Neppure la revisione costituisce, per sua natura, una questione pregiudiziale che imponga la sospensione del procedimento pavese. Quanto all'eccezione di costituzionalità, l'art. 23 della legge n. 87/1953 affida al giudice la valutazione della rilevanza e della non manifesta infondatezza della questione, sicché il GUP potrebbe respingerla e procedere. La procuratrice generale Francesca Nanni si era già espressa, del resto, sull'autonomia dei due percorsi giudiziari.

E allora mi domando quale interesse possa rendere tanto desiderabile un rinvio per il Team Financo, e provo a ragionarci in punta di matita infilata sulle recchie, come un salumiere alle prime armi con la logica del diritto o, meglio ancora, del buonsenso.

Antonio De Rensis ha annunciato il deposito dell'istanza di revisione entro la seconda decade di novembre, anticipando l'esistenza di elementi non ancora conosciuti, mentre le indiscrezioni giornalistiche danno per imminente la richiesta di rinvio a giudizio di Sempio. L'ottimo e affidabile Carmelo Schininà ha riferito di un possibile orientamento favorevole della procuratrice generale Nanni alla revisione, senza poter precisare se l'eventuale iniziativa sarà autonoma, di sostegno alla richiesta difensiva o assumerà altra forma.

Come ogni buon contadino che si rispetti, intravedo in questa concomitanza una possibile spiegazione dell'affanno del Team Financo. La difesa Sempio potrebbe avere tutto l'interesse a conoscere quanto De Rensis e Bocellari si preparano a depositare, soprattutto se le nuove acquisizioni fossero destinate a incidere non soltanto sulla condanna Stasi, ma anche sulla posizione del proprio assistito.

Una prospettiva tutt'altro che peregrina, dal momento che gli accertamenti compiuti nell'interesse di Stasi potrebbero mettere in discussione la ricostruzione recepita nel giudicato e, al contempo, rafforzare quella della Procura di Pavia, qualora emergessero ulteriori convergenze sui tempi, sulla dinamica e sull'attribuzione materiale dell'aggressione.

Gli inquirenti hanno indicato Sempio come unico autore dell'omicidio della Dottoressa Chiara Poggi, senza ipotizzarne il concorso con altri, e hanno mantenuto la contestazione anche dopo gli approfondimenti integrativi e il confronto con le consulenze difensive. Genetica, impronta 33, calzature e va- lutazioni medico-legali compongono un impianto accusatorio articolato, la cui tenuta dovrà essere verificata dal giudice, ma dal quale la Procura non ha ritenuto di recedere.

Se il materiale ancora riservato della difesa Stasi dovesse aggiungere elementi convergenti con questa ricostruzione, l'accusa pavese potrebbe presentarsi al vaglio giudiziario con un quadro probatorio più stringente di quello cono-sciuto finora.

Ed ecco allora che il time out invocato dal Team Financo, a mio sommesso avviso sempre più in debito d'ossigeno, acquisterebbe un significato ben diverso dalla necessità di scongiurare un ipotetico conflitto tra decisioni giudiziarie. Attendere significherebbe poter conoscere le carte della difesa Stasi, misurarne le conseguenze e preparare le contromosse prima che il procedimento Sempio affronti il vaglio del giudice.

Dopo mesi trascorsi a proclamare che l'accusa vale zero e che le consulenze difensive basteranno a spazzarla via, non sarebbe singolare che tanta sicurezza si traducesse proprio nel tentativo di sottrarsi, almeno per il momento, alla verifica giudiziaria?


Fonti e riferimenti

Questione di legittimità costituzionale e consulenze della difesa Sempio – Il Fatto Quotidiano, 12 ottobre 2026.
Revisione Stasi e dichiarazioni di Antonio De Rensis – Askanews, 30 ottobre 2026.
Prospettata richiesta di rinvio a giudizio – La Provincia Pavese, 27 ottobre 2026.
Valutazioni della Procura generale sulla revisione – Il Giorno Pavia, 29 settembre 2026.
Riferimenti normativi – Art. 649 c.p.p., divieto di un secondo giudizio nei confronti della stessa persona. Artt. 3 e 479 c.p.p., questioni pregiudiziali e sospensione del dibattimento. Art. 23 della legge 11 marzo 1953, n. 87, presupposti per la rimessione di una questione di legittimità costituzionale.

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