Gli ultimi giorni di Pompei, rectius Pavia
Il tempo indicato dalla Procura di Pavia volge ormai al termine e, se le indagini preliminari scadono il 28 settembre, l'estate, almeno sul fronte meteorologico, non dà tregua.
In un gruppo dedicato alla morte di Chiara Poggi è riemerso un video nel quale l'avvocato Compagna attribuisce al collega De Rensis alcune affermazioni. Preso isolatamente passerebbe per l'ennesimo episodio del racconto mediatico di Garlasco ma, inserito nella giusta sequenza temporale, può aiutare a capire quando una certa voce sia nata, chi l'abbia introdotta nel circuito e come sia stata amplificata.
La delegittimazione che, a mio giudizio, ha investito gli accertamenti e il team difensivo di Stasi, pur trattata come un collaterale della nuova indagine, non è affatto secondaria né liquidabile con sufficienza, come ho già scritto in "Un altro derubricatore seriale".
Mi interessa ricostruirne la catena, il chi, il quando e il dove e, per comodità, continuerò a chiamarla "venticello colpevolista", quella voce che, passando di bocca in bocca, ha finito per attribuire a De Rensis affermazioni delle quali resta da individuare la fonte.
"Tutte le cose, Lucilio, sono degli altri, soltanto il tempo è nostro".
Il primo snodo risale al 24 maggio 2022, quando Le Iene mandano in onda "Delitto di Garlasco: la verità di Alberto Stasi", prima intervista televisiva concessa da Stasi dal carcere. Nell'agosto 2026 Tizzoni ha dichiarato di avere appreso quella sera, da fonti giornalistiche, dell'ingresso di De Rensis nella difesa e di averne informato i familiari di Chiara Poggi. La notizia, dunque, circolava molto prima di luglio, quando De Rensis riteneva ancora sconosciuto il proprio incarico.
All'una del 25 maggio La Stampa pubblica l'articolo di Nuzzi "Da Garlasco a Erba, quando l'assassino si rifà il trucco affidandosi alla pancia del Paese", un durissimo attacco contro Stasi e contro quello che definiva il "venticello innocentista".
Secondo quanto emerso dall'esposto di Stefania Cappa, l'8 luglio 2022 avrebbe appreso dal cugino Paolo Reale dell'ingresso di De Rensis nella difesa Stasi. Lo stesso giorno Napoleone delega Venditti a occuparsi della richiesta di accesso ai CD delle intercettazioni del 2017, ritirati da De Rensis il 13 luglio; secondo quanto riferito dallo stesso De Rensis, quel pomeriggio Cappa telefonò al suo studio.
Il nodo del "de relato" viene dopo ma, con i materiali emersi negli ultimi mesi, costringe ad andare indietro, a prima della telefonata registrata da Chiara Ingrosso il 23 gennaio 2026.
Il 2 dicembre 2025 Ingrosso scrive a De Rensis chiedendogli, secondo il messaggio di cui il legale ha dato conto, se avesse degli "spifferi da Moscova".
Otto giorni dopo, in un frame della chat WhatsApp del 10 dicembre 2025, apparentemente interna all'ambiente di FarWest, qualcuno scrive che "De Rensis vuole tirare in ballo il fratello di Chiara" e che "dice che aveva una storia omo con Sempio". De Rensis non partecipa alla conversazione e un altro interlocutore definisce quanto gli viene attribuito "la fantasia malata di De Ren…".
Il 10 dicembre, dunque, il de relato è già documentato, riguarda Marco Poggi e Sempio ed è attribuito a De Rensis. Chiameremo questa fase "il vento colpevolista".
Il 16 gennaio, a Quarto Grado, compaiono computer, video intimi, Francesco Compagna e subito dopo Stefania Cappa, segno che alcuni ingredienti del racconto erano già entrati nel circuito televisivo, q.b..
Il 23 gennaio Ingrosso registra la conversazione con De Rensis e Alessandro De Giuseppe. Gli audio, diffusi mesi dopo, permettono di distinguere meglio le voci. Le ricostruzioni più nette sulle Cappa sono formulate da De Giuseppe mentre, nell'audio sulla testimone di Sanremo, è Ingrosso a chiedere a De Rensis come comportarsi. Il legale le suggerisce di domandare alla donna se abbia visto o ricordi qualcosa, di ascoltarla e di verificare se fosse già stata sentita dall'autorità giudiziaria, nel qual caso le consiglia di andarsene.
Il 29 gennaio Roberta Bruzzone parla a Burnout di una "regia molto precisa", facendo entrare nel discorso Cappa, famiglia Poggi, sessualità e suggestioni mediatiche.
Il 9 febbraio Compagna compie un altro passo e attribuisce pubblicamente a De Rensis determinate affermazioni.
2 dicembre, 10 dicembre, 16 gennaio, 23 gennaio, 29 gennaio, 9 febbraio.
Il 1° maggio, a Quarto Grado, Ingrosso offre la propria lettura di quanto accaduto, parla dell' "amo" lanciato e di indicazioni ricevute sulle domande che avrebbe potuto o meno fare, arrivando a dichiarare di sospettare che De Rensis avesse costruito "alcune false testimonianze". Gli audio diffusi permettono oggi di confrontare almeno parte di quel racconto con le conversazioni registrate e, in apparenza, le parole della pugliese non troverebbero conforto in quanto si ascolta.
Restano da ripercorrere diverse puntate televisive per capire dove sia davvero iniziata la catena ma, sin qui, un dato resta fermo, il 10 dicembre il venticello colpevolista soffiava già.
Prima occorre stabilire chi abbia originato le singole attribuzioni, chi le abbia riprese da una fonte autonoma e chi abbia rilanciato ciò che già circolava; quanto alla qualificazione giuridica, ci affidiamo serenamente alle sovraffollate sedi opportune da tanti invocate con una suggestiva esortazione be careful what you wish for.
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